Altro che aprile dolce... dormire. Per il Foggia sarà un mese da dentro o fuori su tutti i fronti. Partendo dal campo, dove bisognerà ritrovare lo smalto dei giorni migliori per chiudere senza traumi eccessivi il discorso salvezza. E fuori dal campo, con le vicende societarie legate alla possibile vendita del club che terranno tutti con il fiato sospeso.
Difficile però che si registrino novità sostanziali prima della fine del mese, proprio perché i potenziali acquirenti vogliono avere la certezza che la categoria sarà preservata. E che quindi si ripartirà dalla C anche la prossima stagione.
Dovrà farsene una ragione anche Nicola Canonico, che invece ha messo fretta ai compratori e che vorrebbe chiudere la partita in anticipo, e possibilmente senza colpi di coda. Ma sa bene l’ormai ex presidente (a proposito a quando la ratifica delle dimissioni?) che in questo particolare frangente nessuno si farà avanti perché lo scenario è indefinito, e poi il prezzo fissato è tutt’altro che giusto ed equo.
Ci sarà da contrattare, e magari si arriverà pure al braccio di ferro. Ma fin da questo momento il patron deve aver ben chiaro in mente che di rivederlo ancora sulla navicella rossonera non ci pensa proprio nessuno. Perché il suo tempo a Foggia l’ha fatto abbondantemente, ed ora deve accontentarsi solo di... passare per la cassa. Certo non per mettere le mani sui 6 milioni di euro che pretende, diciamo che 3/3,5 milioni di euro sarebbero già ben pagati e rappresenterebbero una offerta di cuore da parte di chi vuole subentrare.
Su, siamo seri: ma davvero pensate che un club come quello che Canonico ha ridotto con le pezze al c... possa avere mai un valore di mercato simile?
Arriverà il momento del passaggio di consegne, è solo una questione di tempo. Ma non pretendete che il tutto si materializzi dall’oggi al domani.
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