Tutto o niente per il Foggia che si è ridotto agli ultimi 90’ della stagione regolare per mettere in cassaforte una salvezza che potrebbe aprire scenari finalmente ammiccanti per il futuro rossonero dopo 4 anni di indicibili sofferenze. All’orizzonte c’è la possibilità di una svolta societaria che sarebbe salutata come una autentica liberazione, ma perché il passaggio di mano si concretizzi è indispensabile salvare la categoria. Ecco spiegato il motivo per cui probabilmente Canonico in settimana ha optato per il ribaltone ed affidato la panchina ad un foggiano doc come Antonio Gentile. Al quale vengono affidate le residue chance di permanenza in Lega Pro. In uno scontro oltretutto in cui il Picerno non sembra disposto a fare sconti, perché come il Foggia insegue i 3 punti per occupare la migliore posizione possibile nella griglia playoff. Per dare la scossa ad una squadra che è in coma e che puntualmente perde da 6 turni di fila, Gentile decide di rivisitare modulo ed interpreti, il Foggia che si gioca il tutto per tutto si schiera con un abbottonato 5-3-2 in cui davanti a Perina, Salines e Felicioli sono gli esterni, Camigliano, Dutu e Parodi formano la cerniera di difesa; in mezzo al campo Pazienza è il play, coadiuvato ai lati da Tascone e Gala, mentre in avanti sono Sarr ed Emmausso che dovranno provare a graffiare. Dall’altra parte Tomei (che è squalificato e che è sostituito da De Luca), propende per il 4-2-3-1 che ha nella mediana con Franco e De Ciancio il suo punto di forza e che presenta Energe terminale offensivo. L’ex Nicoletti e Volpicelli partono inizialmente dalla panchina. Nel riscaldamento si blocca Dutu, e allora Gentile sposta Salines al centro della difesa, con Zunno che si schiera a tutta fascia sulla corsia destra di centrocampo.
Fasi iniziali di studio, e subito doccia fredda per il Foggia, a complicare i piani si mette il vantaggio della Casertana a Trapani. Devono trascorrere 20’ abbondanti per assistere alla prima palla gol, se la procurano gli ospiti con Gala che dal limite costringe Summa ad un acrobatico intervento sotto la traversa. Replica al 24’ il Picerno con Graziani che dal limite spedisce alto. Ancora Foggia minaccioso con Zunno che al 26’ dalla destra con una rasoiata che Summa devia in angolo con qualche affanno. La partita la fa il Picerno che però non alza i ritmi limitandosi a presidiare la metà campo avversaria, il Foggia spesso rincula ma fa fatica ad affacciarsi nell’area dei lucani, e così la gara scorre via stancamente senza particolari sussulti. Prova a ravvivarla sul finire Pagliai al 41’ con un’incursione aerea su assist geniale di Esposito, Perina è in ritardo in uscita, ma il difensore rossoblu non inquadra la porta. E’ l’ultimo brivido di un primo tempo piuttosto equilibrato che ha regalato poche emozioni.
Parte con un piglio diverso il Foggia nella ripresa, serve un gol ai rossoneri per evitare il playout, dopo 4’ Tascone dal limite sibila il palo, quindi sul ribaltamento di fronte è Energe che si fa minaccioso. Ancora padroni di casa pericolosissimi al minuto 57 sugli sviluppi del quarto corner con Manetta che solo soletto nell’area piccola svetta di testa ma spedisce oltre la trasversale da due metri. Entrano Bernardotto e Palazzino per i padroni di casa, mentre nelle file del Foggia Da Riva rileva Pazienza, il Picerno prova a stringere i tempi alla ricerca del vantaggio ma non sfonda, nell’ultimo quarto d’ora il Foggia si schiera con 4 punte entrano anche Santaniello, Orlando e Touho a caccia del gol della speranza. Che potrebbe arrivare sul filo del gong se Touho non si vedesse negare la gioia del pari da una super parata di Summa. Nei concitati minuti finali succede di tutto, il Picerno va vicino al gol che migliorerebbe la sua classifica finale, ma Perina si immola, i 5’ di recupero non cambiano l’inerzia di un match che non si schioda dallo 0-0 iniziale. Per il Foggia è incubo playout.
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