Il suo nome è buono per tutte le stagioni. E nell’emergenza serve a togliere le castagne dal fuoco. Antonio Gentile ci riprova: il tecnico foggiano 32enne in passato nel ‘13 ha indossato la maglia rossonera in Serie D, totalizzando 4 gettoni di presenza nella stagione che segnò la ripartenza dopo l’ennesimo fallimento. Nove anni più tardi Gentile si è ritrovato a gravitare nelle giovanili del Foggia, dove stava provando a ritagliarsi un futuro di allenatore.
E l’improvviso esonero di Boscaglia gli spalanca le porte della prima squadra. Seppure solo per una gara. Alle viste c’era il derby di Taranto, e il telefono di Antonio squilla. A chiamare era proprio la panchina del Foggia, bollente e senza un padrone. Gentile risponderà presente. La sconfitta che ne seguirà allo Jacovone sarà un dettaglio trascurabile.
Il Gentile calciatore comincia nelle giovanili del Manfredonia, dove cresce e riesce a farsi notare. A portarlo ancora più lontano dal capoluogo saranno le sue prestazioni sul campo. Arriverà infatti la chiamata del Torino, dove giocherà nel settore giovanile, poi quella del Sassuolo. Anni nei migliori settori giovanili d’Italia che disegnarono una nuova strada. Fino al ritorno a casa. Lo Zaccheria Gentile lo aveva visto svariate volte, e nel ‘13 finalmente ci entrò dalla porta principale. Un foggiano allo Zac, roba da far tremare i polsi. Dopo Foggia, Gentile giocherà nel Lumezzane, poi nuovamente nel Manfredonia prima di chiudere la carriera nel Crema dopo la fermata a San Severo.
Sulla panchina rossonera si accomoderà una prima volta nel momento del bisogno in un week-end di settembre del ‘22. La chiamata del Foggia arriverà in un momento delicato della stagione, quella panchina Antonio la conosceva bene, visto che era stato collaboratore di Roberto Boscaglia. Ma vuoi mettere l’emozione nell’allenare la squadra della propria città e per giunta in un derby? Contro il Taranto di Eziolino Capuano, ironia della sorte...
Due stagioni più tardi la storia si ripete: novembre ‘24, il Foggia scende in campo contro la Cavese con una novità in panchina: Lorenzo Catalano, tecnico della Primavera 3, investito del ruolo di allenatore in prima dopo l’esonero di Brambilla, non può accomodarsi in panchina. Servirebbe una deroga straordinaria che la Lega non può concedere in tempo utile per la gara, e così tocca ancora a lui, ad Antonio Gentile vestire i panni di allenatore ad interim. Dall’Under 17 alla prima squadra il passo sarà breve, il club rossonero in tutta fretta correrà ai ripari e dirotterà sull’unico tecnico a disposizione in possesso della qualifica UEDA B, che gli consente di allenare in C.
Sarà un’altra notte di passione per Gentile, il “suo” Foggia infatti dovrà arrendersi 2-1 alla Cavese di Maiuri ed allungare l’agonia prima della parentesi breve e controproducente di Capuano.
Gentile atto terzo: è rispuntato il suo nome dopo il defenestramento di Zauri. Sarà ancora tecnico per una domenica, ed avrà il compito ingrato di cercare sul campo i punti decisivi per evitare lo stillicidio del play-out. Da foggiano e tifoso non poteva tirarsi indietro. E oggi allora ci riprova. Stavolta con un esito diverso, si spera.
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