Foggia Calcio si interroga su quale strategia usare contro il Messina: serviranno cuore e coraggio

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Sarà tutta un’altra partita. E sarà un altro Messina. Ma si spera anche in un Foggia che non si discosti di molto da quello che in gara 1 in riva allo Stretto ha gettato le basi per prendersi la salvezza. Sarà inevitabilmente una partita a scacchi il return-match dei playout in programma sabato prossimo allo Zaccheria: ad ogni mossa corrisponderà una contromossa. Uguale e contraria. E in campo bisognerà ridurre al minimo la percentuale di errore, perché poi non ci sarà più spazio per rimediare. 

Tutto o niente in soli 90’: si condensa  nella prossima sfida la stagione di Foggia e Messina, che si preparano all’ultimo atto di una annata che le ha viste vivere momenti molto simili fra loro. E che il destino mette ora di fronte l’una all’altra in un drammatico spareggio il cui esito in ogni caso non sarà un ponte sul futuro di entrambe. Che resta un‘incognita sia sulla sponda rossonera che su quella biancoscudata. 

Ora, dopo la gara di andata, le percentuali sembrano essersi invertite: se pochi giorni fa l’ago della bilancia pendeva dalla parte messinese alla luce di un finale di stagione che aveva aperto il cuore alla speranza, adesso a partire in leggero vantaggio è il Foggia che può far leva su due risultati (vittoria o pareggio) per restare in C. Ma meglio non fidarsi di questo Messina che avrà pure steccato l’appuntamento del San Filippo-Franco Scoglio di sabato scorso, ma che verrà a giocarsi in Puglia il tutto per tutto senza troppi tatticismi. 

Ecco perché il copione della gara sarà inevitabilmente diverso da gara 1: li c’erano due squadre che sapevano di giocarsi la permanenza sulla lunghezza dei 180 minuti, e che in qualche misura dovevano anche badare a limitare i danni. Qui invece c’è chi i calcoli può farli come il Foggia e chi no come il Messina, perché sa che solo un risultato lo premierebbe.

Antonio Gentile, tanto per non cadere in tentazione, subito dopo lo 0-0 di sabato scorso ha messo le mani avanti ed è stato chiaro: “Al ritorno giocheremo per vincere, dovremo resettare in fretta questo risultato”. Atteggiamento irreprensibile che dovrà fare immediatamente presa su una squadra che in stagione ha pagato fin troppi cali di tensione, e che solo nelle due ultime uscite ha dato la sensazione di aver cambiato registro. 

“Chi l’ha detto che siamo già retrocessi? Il Foggia dovrà decidere come interpretare la gara di ritorno, noi sappiamo come interpretare la nostra. Noi dobbiamo vincere, e andremo lì per vincere la gara“, la replica di Gatto non si è fatta attendere, il tecnico del Messina che sa bene che queste partite vivono molto sull’emotività del momento, e quindi da subito ha cercato di trovare l’appiglio giusto per toccare le corde dei suoi, che hanno accusato il colpo di un pari che non avevano messo in preventivo. 

Con ogni probabilità la giocheranno dunque entrambe per vincerla Foggia e Messina, o almeno così sarà nelle intenzioni della vigilia, perché poi saranno i protagonisti in campo a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. La strategia di gara sarà fondamentale in questo senso, i rossoneri davanti al loro pubblico proveranno ad osare ma con raziocinio e senza sbilanciarsi. Qualcosa in più, fatalmente, dovrà concedere il Messina chiamato a sbilanciarsi alla ricerca del gol. Ed è proprio in fase difensiva che il Foggia non dovrà prestare il fianco all’avversario, come fece invece in campionato nella gara di ritorno quando concesse spazio ai peloritani soprattutto in ripartenza, esaltando le qualità di Luciani e dell’ex Garofalo su tutti. 

Quello però era ancora il Foggia targato Zauri che stancamente e senza più motivazioni credeva di aver già messo sottochiave la salvezza. Errore di valutazione imperdonabile che ha poi pagato a caro prezzo. Ora in panchina siede Gentile, che sarà pure un neofita alle primissime esperienze in C. Ma che un indirizzo comunque lo ha dato dal suo arrivo, facendo proprio leva sulle motivazioni dei singoli. Gioca chi dà le maggiori garanzie soprattutto sotto il profilo temperamentale, qualcosa in vista di gara 2 il tecnico foggiano sicuramente la cambierà a livello di singoli. Non di assetto, perché il 3-5-2 sembra essere il modulo che ha restituito qualche certezza in più al gruppo. 

Tornerà disponibile Camigliano dopo il turno di squalifica, ma chissà se troverà spazio dal 1’ dopo che Parodi, Dutu e Felicioli hanno retto bene l’urto di gara 1. Bisognerà poi valutare le condizioni di Gala, uscito malconcio da Messina, e che ha riportato una brutta ferita al collo del piede, Gentile non è escluso che opti anche per qualche variante in prima linea, il reparto che a Messina ha latitato.
 
Torna d’attualità il nome di Emmausso, il grande ex sacrificato sabato scorso probabilmente per sottrarlo alla trappola emotiva di una gara che soprattutto in trasferta poteva riservargli sgradite sorprese. Viceversa un giocatore come lui dotato di estro e che è fra i pochi che in attacco vede la porta (è il bomber scelto con 9 centri all’attivo) potrebbe tornare molto utile sabato prossimo. Gentile avrà spazio e tempo per meditare sulle scelte. 

Alle viste tutta un’altra gara. Si spera solo in un Foggia non molto diverso da quello di sabato scorso. Il resto lo farà il clima infuocato dello Zac.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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