In bilico. Con una proprietà che sfoglia la margherita e ancora non scioglie la riserva su quelle che sono le sue reali intenzioni, e con gli scenari che restano indefiniti, per il Foggia sono giorni di grande apprensione. Attenzioni tutte concentrate al momento sulla deadline del 6 giugno, che è la data spartiacque fra l’ultima stagione da incubo appena vissuta e quella che (si spera) possa presto prendere forma ancora in serie C.
Una annata che però fin dalle premesse si presenta ad handicap e tutta in salita, perché al di là delle incertezze a tutto tondo che incombono all’orizzonte, dietro la porta bussa una penalizzazione con la quale molto presto bisognerà fare i conti. Fin da oggi, perché quella odierna è la giornata che darà i primi responsi: presso il Tribunale Federale Nazionale, infatti, è prevista l’udienza che finirà col decidere il futuro di alcuni club. E fra quelli che son sospesi c’è anche il Foggia. Il deferimento, nello specifico, riguarda cinque società, di cui quattro di C (Trapani, Foggia, Triestina e Messina) ed una di B (Brescia). In attesa di comunicazioni ufficiali, ciò che è certo è che nella prossima stagione questi club dovranno scontare una penalizzazione.
Al Foggia con ogni probabilità saranno comminati 4 punti, 2 dei quali per il mancato pagamento degli emolumenti del mese di febbraio, ed altrettanti per non aver ottemperato al pagamento dei contributi che scadevano lo scorso 16 aprile. La sanzione sarà definitiva e senza possibilità di riduzione a seguito di un eventuale ricorso che il club volesse decidere di inoltrare.
Anche se le recenti indagini della DDA in riferimento alla possibilità di infiltrazioni mafiose all’interno del sodalizio rossonero, potrebbero d’amblè cambiare la scena e consentire al Foggia di giocarsi le sue carte per l’azzeramento della penalità.
Se ne parlerà a tempo debito, perché nell’immediato bisognerà scongiurare la stangata: sull’argomento infatti si registrano pareri discordanti che non escludono la possibilità che il Tribunale Federale Nazionale possa inasprire la sanzione elevandola addirittura a 6 punti, in quanto la stessa è riferita a due voci distinte: ritenute e contributi. Per cui si potrebbe arrivare a sanzionare il club con 2 per gli stipendi, 2 per i contributi Inps e 2 per le ritenute Irpef. Una sottigliezza non di poco conto sulla quale il Foggia dovrà questa mattina far valere la difesa del suo legale che si spera possa smontare il castello accusatorio.
Oggi, in ogni caso, si conoscerà la portata della penalizzazione che inevitabilmente non potrà non avere ripercussioni sulla prossima stagione agonistica.
In questo frangente, però, sono altre le preoccupazioni in casa Foggia: priorità assoluta alla iscrizione senza la quale decadrebbe ogni discorso. Secondo quanto ha confermato la Sindaca Episcopo nel vertice di martedì pomeriggio a Palazzo di Città, Comune e società hanno evaso tutti gli adempimenti amministrativi di competenza sia dell’una che dell’altra parte, approntando tutta la documentazione necessaria per scollinare la temutissima data del prossimo 6 giugno.
Esaurita la parte burocratica, resta però quella economica, che poi è la più onerosa e senza la quale non è possibile formalizzare l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro. Stiamo parlando di qualcosa come circa 1,7 milioni di euro sull’unghia da soddisfare entro il 4 giugno. E qui la palla passa al patron Nicola Canonico: "La pratica non è completa perché è rimessa alla proprietà la copertura finanziaria - ha chiarito la prima cittadina -. Auspichiamo che questo possa avvenire nei termini perentori previsti".
Sarà solo il faccia a faccia fra l’amministratore giudiziario Chionna e l’imprenditore di Palo del Colle programmato per le prossime ore a sciogliere gli ultimi dubbi, e a chiarire una volta per tutte se sarà ancora Canonico a restare al timone del Foggia, o se scorreranno definitivamente i titoli di coda sulla sua gestione: è in quella sede che emergeranno le volontà della proprietà, che da qualche tempo ormai si sente accerchiata e che sarebbe tentata di concludere anticipatamente la sua parentesi in Capitanata.
Ma la decisione dovrà passare anche attraverso un confronto approfondito con l’amministratore giudiziario, che dal Tribunale ha avuto un preciso compito: tutelare il patrimonio da ogni possibile condizionamento esterno.
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