Foggia Calcio, sta per scoccare l’ora delle scelte: sarà Canonico 5.0 oppure si registrerà il cambio al vertice?

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Messa sottochiave l’iscrizione, che dopo la salvezza ottenuta sul campo pareva essere diventata una chimera, in casa Foggia si guarda oltre. E agli scenari che presumibilmente entro e non oltre una quindicina di giorni prenderanno forma. Giusto il tempo di verificare se la Building Company ha i requisiti per dare eventualmente la scalata al club, e di appurare se dall’imprenditoria locale arrivi o meno un’apertura, e poi sarà tempo di passare alla programmazione vera e propria. 

Perché le questioni sul tavolo da affrontare sono diverse ed è chiaro oramai che se ad oggi nessun altro si è fatto avanti per subentrare, non lo farà certo nel frangente in cui si gettano le basi per la nuova stagione. 

Nicola Canonico, che pure vorrebbe passare la mano perché sa bene di avere fatto il suo tempo a Foggia, se non si verificheranno situazioni al momento non ipotizzabili, non ha altre alternative che andare avanti. Stavolta sotto l’ala protettiva dell’amministrazione giudiziaria, che forse sul piano squisitamente gestionale potrebbe aiutarlo a non ripetere i grossolani errori che fino ad oggi hanno punteggiato la sua avventura in rossonero. 

Soprattutto il coadiutore del professore Chionna potrebbe tornargli assai utile: Veneziani infatti conta trascorsi calcistici che lo mettono nella condizione di poter essere un valido supporto sul piano organizzativo. Sempre che il patron lo vorrà, sia ben chiaro. Non resta che attendere, dunque, ma nell’ipotesi tutt’altro che peregrina che l’imprenditore di Palo del Colle continui ad essere un uomo solo al comando, che tipo di programma sarà varato? E quali saranno gli uomini dai quali ripartire?

Il gruppo che a malapena ha conseguito l’ultima risicata salvezza attraverso il doppio playout col Messina non ha molte chance di proseguire la sua avventura in rossonero. Se non sarà tabula rasa poco ci mancherà, anche perché la stragrande maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti oltre che tecnici di personalità per reggere una piazza come Foggia. 

Ad occhio e croce resteranno i più giovani, mentre per tutti gli altri l’addio è praticamente già scritto. Canonico, d’altro canto, non ha molte scelte, in una fase in cui è sotto la lente d’ingrandimento del Tribunale probabilmente proverà a limitare i danni dopo gli ultimi corposi esborsi, magari affidandosi a quella linea verde che nel suo primo anno in rossonero si rivelò un ottimo investimento. 

Ma, c’è da aggiungere, li c’erano Zeman e Pavone che col loro fiuto e le loro intuizioni trasformavano tutto ciò che toccavano in oro. Qui invece c’è un’area tecnica che o va implementata o completamente azzerata. 

Luigi Gentile, il ds fresco di patentino che nell’ultimissimo scorcio di stagione si è ritagliato un ruolo non marginale nello spogliatoio, non è detto che non resti al suo posto, anche perché la conferma se l’è probabilmente guadagnata sul campo. Ma è chiaro che con lui ci sarà bisogno di una figura autorevole e di comprovata esperienza che si rende imprescindibile per valorizzare un progetto tecnico che avrà bisogno di trovare conferme quotidiane sul campo. 

Anche Antonio Gentile andrebbe in qualche misura gratificato per il lavoro svolto in un contesto difficilissimo: un altro foggiano che nelle difficoltà ha dato il meglio di sé stesso e che anche se con un altro ruolo non sarebbe male restasse al centro del progetto. 

Vietato invece sbagliare il nome dell’allenatore: in giro di bravi e capaci ce ne sono diversi, individuarlo avendo a disposizione le giuste competenze non dovrebbe essere un problema. Se poi si deciderà di puntare sull’usato sicuro, meglio ancora. Ma è chiaro che per coinvolgere nomi che in questa piazza attecchirebbero in un nano secondo servono idee e progetti a media e lunga scadenza. 
Canonico in questo frangente è nella condizione di garantirli?
(Foto: Antonellis - Calcio Foggia 1920)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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