Promossi e bocciati del Foggia Calcio: pochi rossoneri raggiungono sufficienza, tutti gli altri rimandati

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I riflettori sulla stagione si sono spenti ormai da quasi un mese, ma la salvezza strappata con le unghie allo Zaccheria contro il Messina, grazie a un gol di Emmausso e a un rigore neutralizzato da Perina sono un ricordo ancora vivo. Il finale dignitoso non cancella però un'annata tribolata, partita con grandi ambizioni. Tre allenatori e due direttori sportivi non sono bastati per risollevare un gruppo che ha toccato il punto più basso della storia recente del club, con la complicità del patron Canonico. Un segnale chiaro di un malessere profondo, che ha avuto il suo apice nei 6 ko consecutivi che sono costati i playout. Solo l’orgoglio di Antonio Gentile, foggiano doc, ha evitato il peggio. Di seguito l’annata dei rossoneri ai raggi X. 

De Lucia: 5. Troppi alti e bassi fra i pali, non è riuscito a dare quella sicurezza al reparto che tutti avrebbero desiderato.
Perina: 6. Si è ripreso il posto di titolare sui titoli di coda, rilanciandosi grazie ad ottime parate e soprattutto al calcio di rigore neutralizzato nella gara di ritorno dei playout allo Zaccheria. 
Salines 5,5. Non ha mai trovato continuità. E alla distanza è letteralmente evaporato, e questo per quanto nella prima parte di campionato sia stato tra i migliori.
Parodi 5. Poco affidabile, ha alternato prestazioni appena sufficienti a gare in cui è stato in affanno. 
Camigliano: 5,5. Non è stato un muro al centro della difesa, anche se nell’ultima parte di stagione non ha demeritato.
Felicioli: 5. Impalpabile. Sulla fascia sinistra ha sempre dato la sensazione di essere in affanno.
Marzupio: s.v. Ingiudicabile, praticamente a riposo per tutto il campionato dopo il grave infortunio di un anno fa.
Silvestro: 6. Sulla corsia destra ha dimostrato grandi doti soprattutto in fase di ripartenza e proposizione. Anche lui però è calato sensibilmente alla distanza.
Dutu: 6. Arrivato durante il mercato invernale ha subito dato l’impressione di poter dare una mano nelle retrovie, guadagnandosi anche il favore del pubblico. 
Vezzoni: 4,5. Per lui una prima parte di stagione positiva in cui ha fatto intravedere buoni spunti sulla fascia, poi pero’ nella fase decisiva si è chiamato out decidendo di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale. Il che ha creato non pochi problemi negli equilibri di squadra. 
Carillo: 5. Inizialmente è stato anche capitano, ma poi ha preferito cambiare aria.
Ercolani: 5,5. Un altro di quelli che a stagione in corso ha preferito trovare un’altra sistemazione, senza mai incidere quando è stato chiamato in causa.
Danzi: 5. Fra le note più negative di stagione, avrebbe dovuto essere valore aggiunto e invece di lui non si ricorda una sola prestazione all’altezza. 
Tascone: 6. Punto inamovibile della mediana, ha garantito affidabilità e rendimento costante. Fra i pochi a mantenere un livello di prestazione tecnica e tattica accettabili.
Pazienza: 6. Il gioiellino del vivaio rossonero, dotato di buone qualità tecniche e discreta visione di gioco, ha vissuto la stagione della consacrazione. Anche se dopo il recupero post-infortunio non è riuscito a ritrovare continuità di rendimento.
Da Riva: 5. Deludente. Profilo potenzialmente interessante, ma in campionato il suo apporto è stato molto limitato. 
Mazzocco: 5,5. La doppietta a Messina il punto più alto della sua annata. Nella seconda parte di stagione, tra infortuni e prestazioni sottotono, è scomparso dalla scena.
Gargiulo: 4. Doveva essere il fulcro del centrocampo, e invece è stato un corpo estraneo. In compenso a gennaio si è sistemato in B a Cosenza.
Gala: 5,5. Sembrava che con il suo arrivo il Foggia trovasse le giuste cadenze in mezzo al campo, la doppietta al Potenza aveva acceso l’entusiasmo allo Zaccheria. È stata solo una fiammata però, prima dell’eclissi.
Kiyne: 5. Di lui, arrivato dal mercato di riparazione, si ricorda molto poco, rendimento insufficiente. Un flop. 
Zunno: 6,5. Probabilmente il giocatore di maggior qualità in rosa. Ha sempre mostrato tecnica sopra la media e intelligenza nelle giocate.
Emmausso: 6. Croce e delizia del reparto offensivo. Nonostante tutto è stato il miglior realizzatore della stagione con 11 reti, la più importante delle quali arrivata col Messina che è valsa la salvezza.
Orlando: 5. Da lui ci si attendeva un contributo ben più incisivo in fase offensiva, sia in termini di rifinitura che di finalizzazione.
Santaniello: 5. Nelle ultime partite ha mostrato una leggera crescita. Tuttavia, resta evidente la sua scarsa incisività in zona offensiva.
Millico: 5. Il suo talento non si discute, ma in campo nei momenti difficili e’ letteralmente scomparso dal radar.
Murano: 4,5. È arrivato coi gradi di capocannoniere, ma alla fine più ombre che luci, anche se si è rifatto ampiamente nella seconda parte di stagione a Crotone.
Sarr: 5. Per un giocatore proveniente dal settore giovanile dell’Inter, quanto mostrato è decisamente al di sotto delle aspettative. Un solo gol, arrivato quasi casualmente, è davvero troppo poco.
Touho: 5,5. Possiede buone qualità soprattutto nella fase di spinta e nel supporto offensivo, ma in campo si è espresso a singhiozzo.
Brugognone: 5. Chi l’ha visto? Ha mostrato sporadici lampi di buona tecnica, ma nel complesso è stato  inconcludente.
(Gianni Gliatta - l’Attacco)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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