E’ stata una giornata frenetica quella di ieri. In cui conferme e smentite si sono inseguite alla velocità della luce. Nell’attesa di un epilogo che di fatto ancora non c’è. Si sapeva con largo anticipo che lunedì sarebbe stato il giorno della verità per capire da un lato se la Building Company sarebbe stata realmente della partita per l’acquisizione del Foggia, e dall’altra quali fossero le reali intenzioni del patron, che aveva posto come termine ultimo il 23 giugno per formalizzare una offerta vincolante. Creando inevitabilmente bagarre nell’azienda di Carate Brianza, entrata in possesso di tutta la documentazione contabile (bilanci in primis) solo nella giornata di venerdì scorso. E che si è vista dunque costretta ad un vero e proprio tour de force nell’ultimo weekend coi propri professionisti per avere un quadro il più possibile reale delle condizioni di salute del club rossonero.
Visionati a tempo di record i conti, ieri mattina la società brianzola che opera nel settore del fotovoltaico ha formalizzato la propria proposta. Che poi nel primo pomeriggio (attorno alle 16 per la precisione) ha indirizzato via pec al Foggia Calcio.
Contestualmente la Building Company ha diramato una nota a firma dell’amministratrice unica Giusy Anna Scarcella per dare concretezza alla trattativa e far cadere ogni dubbio sulla propria consistenza: “La scrivente società in data odierna ha formulato la proposta dell’integrale acquisto delle quote sociali del Foggia Calcio - si legge -. Attendiamo entro e non oltre le ore 20 di oggi (ieri, ndr) risposta da parte della proprietà”.
Perentori, dunque, i termini dettati dal possibile investitore, che ha inteso così rompere definitivamente gli indugi dando non più di 4 ore di tempo all’imprenditore di Palo del Colle per pronunciarsi. Su una offerta che per via del patto di riservatezza resta comprensibilmente ancora sottotraccia.
Ma che sembrerebbe assolutamente congrua, in quanto conterrebbe i parametri da sempre richiesti dalla proprietà: ovvero una cifra consistente per azzerare o quasi la debitoria, il saldo occorrente per chiudere la corrente stagione, la sostituzione della fideiussione ed un indennizzo riservato al patron.
Prendere o lasciare, insomma, Canonico si è ritrovato così nella scomoda situazione di vagliare un’offerta congrua a stretto giro, senza avere più possibilità di prender tempo: una mossa che deve aver spiazzato l’imprenditore di Palo del Colle, che nel chiuso del suo quartier generale di Modugno ha cominciato a riflettere e a sfogliare la margherita: “Vendo, non vendo, mollo o non mollo…”.
Un aut-aut che è giunto inatteso nella sua dinamica anche per l’amministrazione giudiziaria ed il professor Chionna, che non ha perso tempo per mettersi in contatto con l’ex presidente rossonero per carpirne gli umori e per un confronto più approfondito sui termini dell’offerta arrivata.
Scontati i tempi così contingentati da parte della Building per ottenere una risposta in via definitiva: nessuna ripicca particolare nei riguardi dell’attuale proprietà, ma solo la necessità di poter avviare da subito una programmazione che per il momento vede il Foggia in grave ritardo su tutti i fronti.
Con uno staff tecnico da definire in toto e con una squadra da rifondare e che al momento conta non più di una decina di elementi sotto contratto, dopo la risoluzione contrattuale d’ufficio richiesta dai 6 dissidenti che ha finito con il depauperare l’organico dei suoi elementi più rappresentativi. O quasi.
Fino alle 21 di ieri sera non filtrava ancora nulla nè da una parte, nè dall’altra: un silenzio che evidentemente non depone in favore della positiva conclusione della trattativa. Nessuna conferma ufficiale, ma sembrerebbe che l’offerta non abbia trovato il gradimento di Nicola Canonico, che probabilmente attendeva. Parti dunque ancora distanti, anche se il patto di riservatezza non contribuisce a fare chiarezza sul fronte delle notizie che filtrano. E che restano molto frammentarie.
Probabilmente se ne saprà qualcosa in più oggi, anche perché la notte potrebbe aver portato consiglio e suggerito un confronto de visu che forse non guasterebbe in un frangente in cui ragionare di pancia può essere controproducente.
E’ di tutta evidenza che laddove il patron dovesse decidere legittimamente di proseguire, e dunque di rifiutare l’offerta per la cessione del 100% delle quote, non potrà certo mettere in campo un’altra stagione di basso profilo come le ultime due che hanno creato solo tanto malumore nell’ambiente. A maggior ragione dopo che la Building Company, come sembrerebbe, avrebbe formulato una offerta dietro la quale si nasconderebbe un progetto ambizioso.
In serata girava voce di una nota ufficiale da parte dell’azienda lombarda che considerava conclusa la trattativa per la mancata comunicazione da parte della controparte entro l’ora stabilita. Voci non confermate, che aggiungono suspence sul futuro del club di Nicola Canonico.
Ancora poche ore, in ogni caso, e sapremo in via definitiva in quale direzione va il calcio foggiano.
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