Foggia, pallidi segnali di risveglio: salutata la Coppa Italia a margine di una prova tutt’altro che disprezzabile

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Pallidi segnali di risveglio. Nulla ancora che faccia supporre che il peggio sia finalmente alle spalle. Ma almeno una reazione c’è stata, per quanto fine a sé stessa. Timida quanto si vuole, però giunta al cospetto di un avversario di tutto rispetto. Il Foggia è fuori anche dalla Coppa Italia. E a conti fatti, forse è meglio così. Rossoneri estromessi al secondo turno, ad accedere agli ottavi è il Crotone, ma se non altro la formazione di Delio Rossi dallo scontro coi calabresi non esce asfaltato come era accaduto in campionato. Prova decorosa quella del Foggia allo Scida, che si arrende solo su rigore e che recrimina per un paio di palle-gol che potevano essere sfruttate meglio nella ripresa da Fossati e soprattutto Agnelli. Già, e finisce con l’essere proprio questa la grande novità che fa notizia nella trasferta calabrese: la squadra qualcosa ha prodotto in fase di finalizzazione, e questo in qualche misura allevia le preoccupazioni di Rossi. Che, pur schierando le seconde linee, ha tratto qualche auspicio positivo in vista della delicata trasferta di Potenza di domenica prossima. Se l’è giocata alla pari il Foggia col Crotone, che per sei undicesimi era quello che aveva maramaldeggiato allo Zaccheria appena due settimane fa: quanto però possa essere indicativa la prova di Coppa lo diranno solo i prossimi 90’ del Viviani che bussano alle porte. Perché una cosa evidentemente è giocare una gara come quella di martedì scorso con la testa libera, altra calarsi nel clima di un match come il prossimo in cui le pressioni saranno dilatate dal momento che vivono pugliesi e lucani. Di qua una squadra, il Foggia, che fatica ad avere una sua identità e che nell’ultima di campionato ha confermato di non avere in campo leader in grado di dare la scossa nei momenti chiave; di là un avversario come il Potenza che vive una preoccupante fase di involuzione del tutto inatteso, il club ha concesso i fatidici sette giorni a De Giorgio che se vuole salvare la panchina deve ritrovare il feeling con la vittoria fin da domenica prossima per alimentare le ambizioni d’alta classifica che il club del patron Macchia non nasconde.

Si profila dunque una nuova domenica di passione per il Foggia, che ha bisogno di ricaricare in fretta le batterie per presentarsi al meglio all’appuntamento. Nell’attesa di sapere se l’infermeria finalmente si svuoterà e se almeno Castorri, Rizzo e Valietti potranno figurare fra i convocati e dare quindi più solidità ad un gruppo che oggi è quart’ultimo, e che si appresta a fronteggiare un calendario che fa tremare i polsi. Se l’emergenza dovesse rientrare, Delio Rossi potrebbe finalmente tirare un sospiro di sollievo perché, soprattutto in mezzo al campo, potrebbe avere un ventaglio di soluzioni più variegato. Il Foggia che in area di rigore non ci arriva, e che conferma la sua preoccupante “stitichezza” offensiva (peggior attacco del raggruppamento con soli 7 gol all’attivo), al Viviani è atteso al varco: Rossi non ha più alibi, la situazione di classifica si fa sempre più precaria e quindi è chiamato a trovare la chiave di volta per garantire una maggiore fluidità di manovra che consenta ai suoi di arrivare alla conclusione con maggiore frequenza di quanto non abbia fatto fino ad ora. D’accordo per la qualità degli interpreti che non è eccelsa, ma che dopo 11 turni si fa sempre più fatica a ricordare conclusioni nello specchio della porta da parte di Sylla, anziché di D’Amico o Ilicic. Il che è sintomatico delle difficoltà incontrate dagli avanti rossoneri ad inquadrare lo specchio della porta avversaria. Un handicap oggettivo, che restituisce la pochezza di una prima linea che resta il tallone di Achille di una formazione che è destinata a soffrire fino in fondo. Rossi per ora è una sfinge, non fa una grinza e va avanti per la sua strada. Anche se non perde occasione di evidenziare i peccati di gioventù del suo Foggia: ma è chiaro che lui per primo sia insoddisfatto. Fino a quando il suo malumore potrà restare sotto traccia è difficile stabilirlo. Anche per questo Potenza diventa già un primo importante crocevia di stagione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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