Sospese cartelle esattoriali, il Trapani torna a sperare. Presidente Antonini: “Presto la verità”

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Trapani ieri è stata colta da una notizia che potrebbe riscrivere i risultati degli ultimi campionati. La Commissione Tributaria ha infatti ufficialmente accolto l’istanza di sospensione delle cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate nei confronti del club granata. Provvedimento che la proprietà ha accolto con estrema soddisfazione, definendolo come l’inizio di un percorso di liberazione: “La verità ci renderà liberi e oggi questa libertà comincia a manifestarsi”, ha sentenziato patron Valerio Antonini

Sebbene il provvedimento non riguardi direttamente l’urgenza per il basket - data la già avvenuta esclusione dal campionato -  comunque stabilisce un principio giuridico che la difesa intende utilizzare come grimaldello per scardinare le sanzioni subite in entrambe le federazioni, e potrebbe comunque dare una grossa mano sotto l’aspetto calcistico in vista delle prossime udienze dinanzi al Tribunale Federale Nazionale (quella del Trapani Calcio è stata rinviata al 9 marzo prossimo).

Con la sospensione delle cartelle, la tesi difensiva sostiene che le basi per le sanzioni sportive siano venute meno. 

Antonini ha puntato il dito direttamente contro il Presidente federale Giovanni Petrucci, definendo “grave” l’operato della FIP nell’escludere la squadra dal campionato. La richiesta alla FIGC e alla Lega è ora perentoria: la restituzione degli 11 punti di penalizzazione sottratti tra lo scorso anno e quello in corso. 

“Noi siamo stati truffati, sono una vittima di un operato fraudolento e le penalizzazioni erano irregolari. La società di basket non poteva essere esclusa sulla base di questi presupposti”, ha ribadito con forza il patron, confermando che la battaglia legale è appena iniziata. 

Oltre ai tribunali sportivi, il contenzioso ora si sposta sul fronte amministrativo locale. In un passaggio durissimo, la proprietà ha attaccato frontalmente il primo cittadino di Trapani, Giacomo Tranchida, in merito alla gestione della Trapani Shark e del palazzetto dello sport. “Caro Tranchida, in te dormirei sonni ancora meno sereni, perché la violenza con cui hai tolto il palazzetto alla Trapani Shark sarà ancora più grave alla luce di questa situazione”, ha dichiarato il numero uno del club siciliano, paventando richieste di risarcimento danni milionarie che potrebbero ricadere sulle casse del Comune di Trapani. 

La visione della proprietà è chiara: l’atto di revoca della struttura sarebbe stato un passaggio “illegittimo e illegale” all’interno di un quadro che oggi la giustizia tributaria starebbe iniziando a chiarire.

La data chiave per il futuro dello sport trapanese è ora fissata a maggio ‘26. Prima della fine dei campionati, si terrà infatti l’udienza di merito che dovrà decidere in via definitiva sulla legittimità delle pretese del fisco. Antonini si dice certo di una “vittoria finale totale“, ringraziando l’avvocato Scontrino per il lavoro svolto in un caso definito “unico nella storia dello sport italiano”, per la contemporaneità di due crisi in due federazioni diverse sotto la stessa gestione. 

“L’obiettivo è rimettere la chiesa al centro del villaggio”, ha concluso la proprietà, annunciando l’uscita di un comunicato ufficiale congiunto tra Trapani Calcio e Trapani Shark nelle prossime ore per dettagliare i prossimi passi della strategia legale e sportiva.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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