Quando il Foggia scende in campo per affrontare il Potenza, si ritrova di nuovo ultimo in classifica. Il Siracusa nel pomeriggio ha battuto in rimonta il Giugliano e si è riportato avanti +2 sui rossoneri, in soli 270’ gli aretusei hanno recuperato il -6 sull’avversario, che nello stesso periodo hanno sempre perso.
Con un solo risultato a disposizione, il Foggia rimette il naso dalle parti dello Zaccheria, diventato di recente terra di conquista per tutti: Pazienza cambia ancora, riparte dal 3-5-2, ma gli interpreti sono diversi rispetto ad Altamura: si rivede Perucchini fra i pali; Staver, Biasiol e Giron formano la cerniera difensiva, Valietti e Dimarco sono i quinti, Castorri, Garofalo e Romeo gli intermedi, nuova anche la coppia d’attacco formata da Bevilacqua e Tommasini. Rizzo e Liguori partono dalla panchina, mentre D’Amico è squalificato. Fermi ai box Petermann, Brosco e Cangiano, mentre Buttaro torna fra i disponibili, ma si accomoda in panchina.
Gara delicatissima anche per il Potenza, reduce dal doppio flop interno con Benevento e Cosenza che lo hanno ricacciato fuori dalla zona playoff, la panchina di De Giorgio traballa, e a Foggia non sono ammesse altre amnesie, tre ex in campo dal 1’ (Cucchietti, Loiacono e Murano, un quarto - Camigliano - in panchina), il modulo prescelto è il 4-3-2-1, è ampio il turnover con addirittura sette cambi rispetto al turno infrasettimanale.
Si parte e dopo 2’ Petrungaro mette i brividi a Perucchini che mette in angolo una conclusione velenosa. Sugli sviluppi del corner svetta De Marco, ma lo stacco aereo e impreciso. Le fasi iniziali confermano quanto sia alta la tensione in campo, le due squadre evitano di prestare il fianco alle ripartenze dell’avversario, gara spezzettata che stenta a decollare anche per la pressione veemente che si registra su un fronte e sull’altro. Mezz’ora senza emozioni particolari, poi Foggia propositivo nella metà campo avversaria con Tommasini che avvia e va a concludere una bella combinazione con una deviazione aerea che trova pronto Cucchietti alla presa a terra. Padroni di casa che insistono, e che al 34’ ci riprovano con Garofalo dai trenta metri che impegna il numero uno lucano. Non succede praticamente più nulla fino alla fine dei primi 45’, si va al riposo e lo 0-0 è lo specchio fedele di quanto visto in una prima frazione di gioco particolarmente nervosa.
Il Potenza quando riesce a mettere in movimento i suoi esterni d’attacco fa paura, non è un caso che in avvio di ripresa dopo 3’ sia Petrungaro sulla sinistra ad accendere il Potenza, la sua conclusione a botta sicura però è rimpallata all’ultimo istante in angolo. Ancora ospiti subito dopo pericolosi con una incursione aerea di Bura che va a centimetri dal bersaglio grosso. Il Potenza insiste, e sugli sviluppi del quarto angolo la sblocca: svetta Siatounis che trova la deviazione vincente sotto la traversa.
Lo svantaggio getta ulteriormente nello sconforto il Foggia, al quale anche il pari servirebbe a poco, Pazienza richiama Castorri e Dimarco e getta nella mischia Menegazzo e Liguori nella speranza di rimetterla in piedi, è però il Potenza a divorarsi lo 0-2 in ripartenza ancora con Petrungaro al 65’ che però è sin troppo egoista e anziché servire il solissimo Schimmenti tenta il gol personale, ma Perucchini gli chiude lo specchio. Dentro anche Nocerino e Eyango, che se non altro danno un po’ di vivacità, ma la sostanza non cambia perché il Foggia fa solo il solletico al Potenza, che senza soffrire più di tanto indirizza la gara nel verso desiderato. La gara scorre via fra i fischi assordanti dei 3mila dello Zaccheria che non credono ai propri occhi e che devono ingoiare l’ennesima pillola amara.
Al peggio non c’è mai fine. Per il Foggia la resa è incondizionata: la nona sconfitta consecutiva è l’anticamera della serie D, Garofalo e compagni sono sul fondo della classifica e ormai staccati in classifica. Epilogo amarissimo di una annata nata male e che si avvia a concludersi ancora peggio.
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