Davide contro Golia. Il Foggia che vuole spezzare l’incantesimo e riaccendere la fiammella della speranza in ottica salvezza, a Benevento contro la prima della classe deve mettere necessariamente da parte le tossine accumulate in questi due ultimi mesi di inferno, e ripartire. Anche se di fronte ci sarà la reginetta incontrastata del girone, che al momento vanta 51 punti in più dei rossoneri ed un attacco superstellare.
Deve aggrapparsi a tutto la formazione di Michele Pazienza per esorcizzare il momento, anche se la tradizione in terra sannita spesso è stata benevola ai rossoneri. Al punto da regalare qualche clamorosa impresa che resta ancora scolpita nella memoria dei tifosi. È il caso della sfida datata 8 gennaio 2012 e giocata in terza serie, quello era il Foggia targato Stringara (e ancor prima Bonacina) in panchina che era appena rimasto orfano di Zeman.
Ma soprattutto al vertice del club c’era Pasquale Casillo in quella tormentata annata che assieme alla salvezza avrebbe poi anche lasciato in eredità un doloroso fallimento. Ecco, a pensarci bene, domenica ci vorrebbe un... Agodirin che spunti dal nulla e che sui titoli di coda del match regali all’ultima della classe 3 punti di platino. Proprio come accadde in quegli indimenticabili 90’ che regalarono il successo contro una rivale storica.
Quello 0-1, ormai vecchio di 14 anni, fu un vero e proprio capolavoro per il modo in cui si materializzò, addirittura in doppia inferiorità numerica e con Stringara costretto anch’egli ad abbandonare il campo in anticipo. In quel pomeriggio di inizio gennaio al Vigorito si assistette all’incontro più entusiasmante della prima giornata di ritorno di Prima Divisione in quanto, sebbene il risultato finale fu numericamente misero nelle dimensioni, nascose comunque una trama da sceneggiatura fantasy.
Il Foggia, contro ogni previsione, sbancherà Benevento con un acuto di Agodirin a 5′ dal termine, dopo che la doppia espulsione di Traorè e Perpetuini avevano costretto i rossoneri a giocare in nove uomini dal 37′ della prima frazione di gioco. Entrambi finiranno anzitempo negli spogliatoi per somma di ammonizioni (rosso anche al tecnico rossonero per proteste in occasione del secondo giallo a Traorè), la doppia defezione numerica sembrava potesse spianare la strada a una facile vittoria dei padroni di casa guidati dall’ex (e compianto) Carmelo Imbriani.
In panchina quel pomeriggio come vice Ginestra c’era Botticella, oggi preparatore dei portieri del Foggia, al quale sicuramente in questi giorni non sarà sfuggito di rievocare quel precedente. Il Benevento avrebbe pagato una giornata davvero poco felice: spaesati e poco incisivi, i sanniti faranno fatica a tenere il campo e non riusciranno a sfruttare l’enorme vantaggio per un approccio troppo superficiale, a partire da Antonio Junior Vacca, che qualche anno più tardi in rossonero avrebbe vissuto una delle parentesi più significative della sua carriera.
Sul versante opposto, prestazione monumentale di Tomi e dell’autore del gol decisivo, Agodirin, ben coadiuvati da Molina e D’Orsi. L’azione del gol nascerà a seguito di una ripartenza finalizzata al meglio proprio dall’attaccante nigeriano, che non darà scampo a Gori. Quindi sui titoli di coda le sue lacrime di gioia, per una impresa davvero eroica.
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