Foggia Calcio, la quiete dopo la tempesta: club rossonero decide di abbassare i toni dopo la sfuriata di Cava

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La quiete dopo la tempesta. Il Foggia schiuma rabbia. Ma sceglie la via della prudenza nella fase decisiva della stagione, in cui serve soprattutto tatto. Oltre che diplomazia. Si spiega così l’inversione ad U del club delle ultime ore tesa ad abbassare i toni. Dopo i torti subìti domenica, dunque, niente proteste ufficiali, che in un frangente come questo potrebbero risultare deleterie. Anche se qualche passo ufficiale, sembrerebbe, sia stato comunque fatto nell’ombra, e lontano dalla luce dei riflettori. 

Il pari ad occhiali di Cava, che ha frenato l’emorragia di 10 sconfitte consecutive, si è portato dietro inevitabilmente un vespaio di polemiche. Sotto accusa la direzione di gara del signor Gauzolino di Torino, che in due distinte circostanze ha sorvolato su un paio di episodi che avrebbero potuto cambiare il corso del match. E rilanciare a pieno titolo le chance di salvezza del Foggia, che tenta disperatamente di risollevarsi. 

Il patron Gennaro Casillo a fine gara era sbottato, puntando l’indice accusatorio verso una direzione arbitrale nel complesso molto discutibile: “Foggia merita rispetto - aveva attaccato -, faremo di tutto fino alla fine per salvarci, ma queste partite si decidono sugli episodi. E quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Almeno uno dei due rigori non concesso era netto. Quando si gioca in piazze importanti, come Foggia o Cava de’ Tirreni, certe decisioni vanno prese con equilibrio. E invece ho notato un trattamento diverso, ai nostri giocatori sono state sanzionate ammonizioni con facilità, agli avversari no. Ci faremo sentire nelle opportune sedi”.

Dichiarazioni che lasciavano presagire una presa di posizione ufficiale a stretto giro, e che invece nelle ore successive non c’è stata: il vertice di ieri in tarda mattinata allo Zaccheria, infatti, ha fatto propendere per una linea più morbida, anche se non è da escludere nei prossimi giorni un’azione ufficiale presso la Lega Pro ed i vertici dell’Aia. In tal senso sarebbe stato dato mandato al legale del gruppo, l’avvocato Roberto De Rossi, di valutare il da farsi. 

A prescindere da ciò che sarà, chiede comunque maggiore tutela a tutti i livelli il club di viale Ofanto, che viene da una fase della sua recente vita molto travagliata, e che dopo un lungo periodo d’oscurantismo, vuole ricostruirsi una immagine. 

Gennaro Casillo nelle sue dichiarazioni post-Cavese è stato esplicito in tal senso: “Il Foggia sotto amministrazione giudiziaria rappresenta un vantaggio e non certamente una macchia: siamo ultimi in classifica, ma meritiamo lo stesso trattamento di Salernitana o Catania”. Chiaro il messaggio del numero uno rossonero, che mira a far pesare il blasone del club nelle sedi competenti. A prescindere dal momento delicatissimo che attraversa.
 
Il Foggia, dunque, si ribella: ma lo fa senza creare troppi clamori attorno a sè. E questo per quanto la squadra nel corso di questa stagione abbia già dovuto scontare diverse sviste (mancata concessione di un rigore “solare” a Caserta costata di fatto l’esonero di Barilari, espulsione a Salerno di Olivieri, rigore concesso a Crotone solo dopo revisione al FVS, gli episodi più eclatanti, ndr) sulle quali si è preferito mantenere un profilo basso.
 
La protesta si placa anche dopo Cava. Per quanto già domenica sera, sulla propria pagina ufficiale Facebook, il Foggia ha postato le immagini dei due episodi incriminati finiti sotto la lente di ingrandimento e  recano in calce  la dicitura: “Queste le immagini…”.

Si tratta dello stesso contributo visionato dal direttore di gara al Video Support, e francamente si fa fatica a comprendere come il signor Gauzolino abbia potuto sorvolare in entrambi i casi. Le immagini sono chiare e non ammettono dubbi, se l’FVS è stato introdotto per correggere eventuali errori e poi di fatto puntualmente viene considerato semplice orpello, allora non se ne comprende davvero più l’utilità.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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