Biasiol, la sentinella del Foggia: la difesa regge, incarna l'immagine di una squadra che non vuole arrendersi

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E’ arrivato con uno stratagemma. E a mercato chiuso. Grazie ad un artifizio e ad una intuizione del club che era alla disperata ricerca di un giocatore che portasse ordine e qualità in difesa. E meno male che è arrivato lui a sistemare un reparto fin troppo allegro, che di imbarcate in questa annata ne ha prese a iosa...

Eric Biasiol, la sentinella del Foggia, ci ha messo poco a diventare perno insostituibile della sgangherata difesa rossonera. 
A Michele Pazienza è bastato vederlo all’opera prima con l’Heraclea e poi in un paio di allenamenti, per considerarlo abile ed arruolato. 
E così adesso è un titolarissimo del Foggia, gioca in pianta stabile e non potrebbe essere diversamente visto anche cosa passa il convento nel pacchetto arretrato, il tecnico rossonero lo utilizza come “braccetto” di sinistra nella difesa a 3, ruolo in cui il giocatore sta mostrando di trovarsi a proprio agio.

Quanto meno singolare però il fatto che sia uno degli ultimi arrivati in casa Foggia (dopo di lui è toccato al solo Eyango, ndr) a risultare puntualmente fra i migliori in campo, domenica scorsa col Trapani il 29enne croato di Rijeka ha disputato la sua miglior gara da quando è a Foggia, c’è tutta la sua personalità a spiccare nel match che ha ridonato il sorriso ai rossoneri dopo una striscia infinita di 10 sconfitte consecutive.

Che poi si tratti di un elemento che arriva dalla D e dalla vicina Candela, porta ad una inevitabile riflessione: cosa ci faceva mai un giocatore del suo livello in quarta serie? E non è  che il suo rendimento, sempre finora al di sopra della media, abbia in qualche modo a che fare col fatto che il ragazzo sia “incontaminato”, che non si porti cioè dietro tutte le traversie alle quali hanno dovuto far fronte i suoi nuovi compagni di squadra? Domande che difficilmente troveranno risposta, ma che comunque si sommano alle tante altre in una stagione molto sui generis. Quel che è certo è che Biasiol ora incarna lo spirito di una squadra che lotta e non si arrende più. E che finalmente si è calata appieno nel clima di un campionato come quello di C. Dove ogni gara è una battaglia nella quale la sola qualità non basta. Classe ’97, fisico imponente (1,87 m), Biasiol prima di prendere la strada di Foggia si era messo in mostra come perno della difesa dell’Heraclea. Le sue caratteristiche, sia tecniche che umane, sono dunque più che note dalle parti di via Gioberti, sono stati proprio i patron Casillo e De Vitto i suoi principali sponsor. Cresciuto nell’HNK Rijeka, Biasiol è entrato nei radar degli osservatori italiani anche grazie alla partecipazione al Torneo di Viareggio. L’approdo in Italia è avvenuto ad appena vent’anni, coi friulani del Torviscosa in  D. 
Dopo un passaggio al Montegiorgio (Marche) e al Forlì, ecco l’esperienza tra i professionisti che arriva dopo la vittoria del torneo nel Giugliano del tecnico Ferraro (’21-’22): con i campani (poi guidati da Lello Di Napoli) l’esordio in C e una stagione da titolare nel ’22-’23, quindi l’arrivo l’anno successivo a Picerno alla corte di Emilio Longo. Il biennio in terza serie termina con 45 presenze complessive ed il ritorno in D nel Desenzano (’24-’25) prima di approdare nell’estate scorsa a Candela.
 
Abile nel gioco aereo e nell’anticipo, convince anche per la tecnica e la buona qualità nel palleggio: nell’Heraclea fungeva da regista difensivo che avviava la manovra, non disdegnando neppure le sventagliate in profondità. 
Una caratteristica che non è sfuggita a Pazienza, che notoriamente propende per la costruzione dal basso.
Come ha potuto, però, Biasiol a mercato chiuso trasferirsi a Foggia? Sfruttando la stessa norma pensata per i dilettanti ed introdotta la scorsa stagione (l’art.117 bis delle NOIF) che ha permesso al Trapani di tesserare l’ex rossonero Oliver Kragl svincolatosi dall’Andria. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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