Mini-scherma sipontina, l'arte marziale del coltello e del bastone diventa sport

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Intervista al maestro Giuseppe Vuovolo. Sempre più appassionati della disciplina del Golfo. A maggio un libro
L'arte marziale del coltello e del bastone è pronta a fare il giro del mondo.
Dopo il riconoscimento arrivato dall'ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), che la considera disciplina sportiva a tutti gli effetti e del Settore Arti Marziali che l'ha denominata "mini-scherma sipontina", ecco la consacrazione con la prestigiosa rivista internazionale Budo International edita in sei lingue diverse, che ha dedicato a Giuseppe Vuovolo, maestro sipontino di Karate, Karate spirituale e Kick Boxing la sua copertina.
"Ho cominciato all'età di 14 anni e oggi, dopo tanti sacrifici, devo ammettere che è un orgoglio essere riusciti ad arrivare così lontano con quella che considero una tradizione storica. È una soddisfazione personale, ma lo è soprattutto per l'Italia perché si sta dando lustro a Manfredonia", spiega Vuovolo a l'Attacco.
Un'investitura pesante, che premia il lavoro oscuro di Vuovolo, capace di tradurre l' arte popolare tramandata di generazione in generazione in una vera e propria disciplina sportiva agonistica che ora ha anche un suo statuto.

Ma cos'è in realtà la mini-scherma sipontina?
"Nel XIV e XV secolo, epoche che videro la nascita dei Cavalieri dell'Umiltà", continua il manfredoniano, "la detenzione delle armi era prerogativa assoluta dei nobili e dei ricchi, perché la legge non permetteva ai meno abbienti il possesso di una spada. E allora come ci si difendeva? Faceva ricorso all'arma presente in casa per uso domestico, il coltello, con il vantaggio che era facile da tenere nascosto tra le vesti. E poi c'era il bastone".
In sintesi una tecnica popolare che era in voga in tempi in cui, nella sperduta periferia meridionale, l'assenza dello Stato era endemica.

Ma perché proprio Manfredonia?Uno tra i maestri a portare l'arte del bastone nel centro sipontino fu Matteo Berardinetti, che apprese l'antica arte da un vecchio pastore che la praticava in maniera esemplare. Costretto ad emigrare a Buenos Aires, Berardinetti divenne campione argentino di quella disciplina che venne praticata in diversi tornei. Poi, al suo ritorno in patria, decise di forgiare quei pochi che ancora la praticavano e custodivano.

Se invece oggi un'arte così antica è arrivata fino ai giorni nostri con tutte le modifiche imposte dal tempo il merito va soprattutto riconosciuto al maestro Vuovolo. "In effetti rappresento la prosecuzione di quell'arte primordiale", sottolinea il maestro di tale disciplina. "Devo ringraziare in particolare il collega Edo Hemar con cui ho messo a punto i principi filosofici-didattici fondamentali per il benessere fisico, e che sono adesso le pietre miliari per un corretto insegnamento dell'arte del bastone".
È invece grazie soprattutto alla sinergia con Manrico Erriu, fondatore e presidente del Bushi Tactics, che il maestro Vuovolo è riuscito a farla riconoscere disciplina nazionale, ed alla quale adesso si avvicinano categorie sempre più variegate di professionisti.Nell'ottobre del 2018 il maestro sipontino ha ottenuto anche un prestigioso riconoscimento al Martial Heroes di Venezia alla presenza di maestri e attori di arti marziali di livello internazionale.
"È una disciplina sempre più in evoluzione", ammette. "Se inizialmente ad essa si avvicinavano soltanto persone poco raccomandabili, ora la situazione si è capovolta al punto che tra i miei atleti figurano anche dottori ed ufficiali delle forze dell'ordine. Immaginatevi, poi, che sono stato pure in Polonia ad insegnare i fondamentali alle guardie carcerarie".
Ma perché oggi ci si dovrebbe avvicinare a questa disciplina?
"Perché per come è strutturata l'atleta ottiene una preparazione fisica, mentale, spirituale e finanche culturale. A breve ci sarà anche un libro a narrare i segreti della mini-scherma sipontina", conclude Vuovolo. "Una lunga storia che sarà raccontata da me e Vittorio Tricarico. Appuntamento a maggio, è un altro passo importante di cui vado orgoglioso".

Fabio Trallo - l'Attacco©

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