La commissione straordinaria del Comune di Foggia aveva, sin dall’inizio e ancor prima del coinvolgimento della dirigente Concetta Zuccarino, dato esplicito indirizzo di procedere al rinnovo del contratto con Amiu Puglia spa per il servizio di igiene urbana. L’indirizzo impartito era esclusivamente quello di procedere con la prosecuzione del rapporto con la società in house barese, non considerando mai l’ipotesi di una gara pubblica. E’ questa la linea difensiva che, nel processo che prenderà il via il 5 marzo prossimo presso il Tribunale di Foggia nell’unificato procedimento relativo agli appalti Amiu-cimitero comunale, sarà portata avanti dalla ex dirigente Zuccarino, apricenese, assistita dall’avvocato ed eletto sanseverese Angelo Masucci. Con lei sono stati rinviati a giudizio altri quattro imputati: il dg Amiu Antonello Antonicelli; il dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, sangiovannese; il funzionario comunale Giovanni Sorbo; l’altamurana Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai. Il Comune di Foggia nel 2023, quand’era retto dai commissari straordinari in seguito allo scioglimento per mafia, rinnovò per altri nove anni, e per ben 203 milioni di euro, il contratto inerente al servizio di igiene urbana in favore della partecipata barese. Per l’accusa sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso. La discussione inerente ad Amiu ha riguardato una richiesta di rinvio a giudizio per diverse imputazioni legate a presunte falsità documentali, irregolarità amministrative, favoritismo e gestione scorretta del servizio di igiene urbana. Viene contestata la condotta dell'ingegnera Zuccarino: l’accusa sostiene che l’allora dirigente, pur consapevole della gravissima situazione del servizio di igiene urbana, abbia attestato il falso nella relazione redatta ex articolo 34 che doveva giustificare l'affidamento in house. Amiu Puglia, secondo accusa e parti civili, sarebbe stata fortemente interessata all'affidamento per controllare l'impianto di trattamento meccanico-biologico di Passo Breccioso, essenziale per coprire i disavanzi della gestione di Bari. Del resto il bilancio Amiu era unico, senza ripartizione proporzionale degli utili. Il piano industriale a firma dell'ingegnera Mangiatordi è contestato come falso. Il suo contenuto avrebbe dovuto basarsi su realtà concrete per la programmazione a breve, medio e lungo termine, ma gli elementi erano incoerenti con i dati di raccolta esibiti. Questo piano era determinante per il Comune per ottenere finanziamenti pubblici (PNRR, fondi regionali). Una situazione che ha reso evidente la mancanza di controlli, per anni, sull'attività di Amiu Puglia spa. Contestazione molto grave è quella della manipolazione dei dati della raccolta differenziata, truccati al fine di ottenere finanziamenti pubblici. La percentuale di raccolta differenziata sarebbe stata falsamente aumentata, passando da un 15-17% a circa il 50%. Quanto a Longo e Sorbo, i pagamenti effettuati dal Comune per i servizi di Amiu Puglia sarebbero stati disposti senza alcuna verifica preventiva dell'attività svolta dalla società in house.
L’ingegnera Zuccarino fu selezionata a dicembre 2021 dagli allora commissari prefettizi, come dirigente tecnico urbanistica-SUAP-ambiente a tempo determinato, per partecipare all’attività amministrativa di “legalizzazione” di alcuni Settori e Servizi dell’ente, in stretta e diretta collaborazione coi commissari dei quali si fidava ciecamente rappresentando essi lo Stato in quella fase di “bonifica” del Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Inizialmente, con decreto commissariale di dicembre 2021 di attribuzione degli incarichi ai dirigenti, fu incaricato l’ingegner Paolo Affatato per quanto riguardava i “rapporti con la società partecipata Amiu Puglia spa (finalizzati al rinnovo del contratto di servizio per la gestione dell’igiene urbana della città di Foggia e dell’impianto di biostabilizzazione)”. In quel momento Amiu gestiva il servizio dal 2013 e c’erano state innumerevoli proroghe.
Ebbene, il tema della procedura pubblica non fu mai stato oggetto né di indirizzo né di valutazione. Insomma, non fu mai considerata dai commissari (in primis Marilisa Magno e Sebastiano Giangrande, che più si occuparono dell’affaire Amiu) una alternativa rispetto al riaffidamento in house. E’ facile prevedere che le difese degli imputati sottolineeranno che la sola preoccupazione riguardava la regolarizzazione di un rapporto fondato per il futuro su chiari e precisi impegni contrattuali, in quanto all’epoca non vi era alcuna chiarezza nemmeno sul contenuto degli specifici servizi che Amiu doveva svolgere. E ciò impediva anche di poter esercitare compiutamente l’attività di controllo.
Inoltre, la difesa della ex dirigente sostiene che il coinvolgimento di Zuccarino nel procedimento finalizzato al rinnovo del contratto di servizio per la gestione dell’igiene urbana fu sollecitato da Affatato. Successivamente Zuccarino fu ripetutamente sollecitata dal commissario Giangrande a concludere le attività finalizzate all’approvazione del piano industriale e al conseguente nuovo contratto. Il formale conferimento della responsabilità del procedimento a Zuccarino giunse col decreto commissariale di giugno 2022 in quanto ad Affatato non risultava più attribuito l’incarico del rinnovo del contratto con Amiu.
Stando a quanto trapela, a differenza di Affatato (che chiamerà a testimoniare l’ex commissario straordinario Vincenzo Cardellicchio per la gara relativa al cimitero), la difesa di Zuccarino non ha intenzione di convocare gli ex commissari Magno e Giangrande, ritenendo che basti dimostrare con gli atti che la scelta del riaffidamento in house fu fatta dalla commissione e che nessuna turbativa può esser contestata non essendoci mai stata una gara. La normativa permette che si possa evitare la gara quando l’affidamento in house è più vantaggioso per l’ente pubblico: ebbene, Zuccarino intendeva ricevere ulteriore supporto su tale elemento affidando all’ingegner Piccarreta (cui chiese un’offerta economica a novembre 2022) la redazione specialistica delle valutazioni dell’economicità, affidamento che a suo dire non fu ritenuto necessario dai commissari.
Quanto ai dati falsi contenuti nella relazione, Zuccarino – dopo aver sostenuto l’assenza di interesse e di un accordo con Antonicelli – ha fatto e farà rilevare nel processo che l’esame del servizio in atto non era oggetto della relazione o del contratto stipulano ma era la ragione per la quale si stava procedendo con atti chiari, precisi e qualificati, proprio perché in mancanza di questi ultimi non si poteva esercitare il necessario ed opportuno controllo.
Dunque la situazione di caos amministrativo pregressa non avrebbe consentito alcuna possibilità di controllo, attività resa invece agevole a seguito dell’attuale contratto.
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