Disturbi alimentari e tradizioni, Only Food al fianco dei bambini

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Domenica scorsa è iniziato un percorso innovativo orientato sulla “mindful eating”, ovvero la consapevolezza del mangiare attraverso un rapporto non impulsivo con il cibo

che diventa anche conoscenza delle tradizioni gastronomiche locali. A dare il via ai laboratori “sensoriali ed esperienziali” gratuiti, l’evento dedicato ai dolci tradizionali foggiani con il pastry chef Giuseppe Santoro che ha guidato i partecipanti alla preparazione di cartellate e mandorle atterrate.

“Il mindful eating è una nuova metodolgia di approccio innovativo al cibo – esordisce a l’Attacco Ilenia Diana, presidente Only Food – con l’esperta psicologa abbiamo trattato diversi temi relativi al cibo, ma non strettamente legati al semplice dialogo con i ragazzi. Abbiamo invece pensato di coinvolgerli attivamente attraverso esperimenti e degustazioni tali da rendere il cibo, appunto, un qualcosa di interattivo”.

L’evento è nato grazie ad una iniziativa promossa da Only Food che ha realizzato il progetto “D.I.C.A. - dal disturbo alimentare alla consapevolezza della cucina tradizionale”. Un progetto rivolto alla fascia adolescenziale, soprattutto femminile, compresa tra 12 e 18 anni, per aumentare la consapevolezza di una sana alimentazione attraverso la valorizzazione del cibo territoriale.

Il progetto “DICA”, infatti, prende spunto dall’analisi dei dati dell’indagine Survey, forniti dal Ministero della Salute, che attestano nel primo semestre del 2020 un aumento del 30% di persone affette da disturbi alimentari. “Si tratta di un progetto che abbiamo voluto realizzare dal punto di vista sociale – continua Diana – proprio per trattare il disturbo alimentare nella fase adolescenziale e, soprattutto, capire come i ragazzi hanno vissuto il loro rapporto col cibo durante il Covid. Abbiamo cercato di capire se il cibo è stato per loro un momento di sfogo, di guerra, di scambio o di rifugio. Insomma la sua funzione durante un periodo difficile come quello appena vissuto”.

Il progetto è una ulteriore iniziativa di valorizzazione territoriale dell’associazione di promozione sociale Only Food che dal 2015 si preoccupa di promuovere l’eccellenze eno-gastronomiche e agro-alimentari della provincia di Foggia attraverso eventi e iniziative, grazie al coinvolgimento di oltre 80 realtà locali, impegnate in un percorso di valorizzazione territoriale.

“Come associazione promuoviamo il territorio attraverso il cibo – rimarca la presidente - proprio per questo volevamo che i ragazzi si avvicinassero anche alla cucina tradizionale, a questo scambio generazionale a tavola”.

Per l’occasione sono stati previsti tre step di “consapevolezza”: 1. Gli incontri saranno ospitati in alcuni istituti medie inferiori e superiori di Foggia, alla presenza della dottoressa Dolores Anoldo, specialista in nutrizione ed educazione alimentare, e della dottoressa Roberta Morlino, psicologa clinica e specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale. 2. Successivamente verranno attivati degli sportelli gratuiti on line, one-to-one o di gruppo per affrontare dubbi e problematiche. 3. Infine, si passerà, come sta avvenendo in queste settimane, alla conoscenza e alla consapevolezza del cibo territoriale e della dieta alimentare con quattro laboratori di cucina tradizionale, per far conoscere, tutelare e valorizzare le tradizioni alimentari.

“Sono stati già svolti due laboratori: quello sugli oli e la panificazione, e quello relativo ai dolci di domenica scorsa e che ha visto i ragazzi impegnati a fare cartellate e mandorle atterrate, dolci tipici della tradizione foggiana – conclude Ilenia Diana – il prossimo 18 pomeriggio si svolgerà il laboratorio di pasta. Resta ancora da calendarizzare quello su pizza, lievitati e impasti. Stiamo registrando un netto aumento di casi di anoressia e bulimia, soprattutto nelle femminucce anche in fascia d’età pre adolescenziale. Da qui l’esigenza di lavorare anche con i bambini delle elementari perché, purtroppo, l’obesità è un problema che sta toccando anche i più piccoli”.

Cartellate e mandorle atterrate, i dolci natalizi prendono vita grazie allo chef Giuseppe Santoro

Un laboratorio dedicato a dolci tipici natalizi è quello portato avanti domenica scorsa dallo chef pasticcere Giuseppe Santoro, foggiano classe ‘87, che a l’Attacco ha detto: “Un’occasione per continuare a tramandare le nostre tradizioni culinarie – spiega – e non potevamo non iniziare dalle mandorle atterrate e dalle cartellate, due prelibatezze che la nostra terra ci tramanda di generazione in generazione”.

A proposito di mandorle atterrate, la genuinità del prodotto sta alla base di qualsiasi riuscita, come specificato dallo chef che ha poi aggiunto: “Una buona mandorla, di origine DOP, fa il 50% del lavoro. Se poi ci aggiungiamo un fondente al 70/80% di ottima qualità ne avremo un risultato eccezionale”.

Per temprare un cioccolato fondente occorrono temperature che vanno dai 46 gradi fino ai 35./38. “Per l’occasione, data la giovane età dei nostri ospiti, abbiamo utilizzato un sistema più sicuro e alla portata di tutti chiamato bagnomaria che evita il surriscaldamento del cioccolato che resta quindi più lucente, non opaco e di buona struttura”.

Il top è stato poi raggiunto con “l’avvento” delle regine del natale foggiano: le cartellate. “Sono dolci che fanno scena ma prodotti con semplici ingredienti: farina, un buon olio extravergine, magari del nostro territorio, e del vino bianco. Se la materia prima è di qualità sarà difficile far uscire un prodotto scadente”.

Passione e voglia di fare quella tramandata domenica da Giuseppe Santoro ai bambini presenti al laboratorio. Lo spirito natalizio e la dolcezza dei prodotti hanno poi chiuso una serata che ha preso tutto il sapore del Natale. “Ho studiato all’alberghiero, amo la pasticceria moderna ma il mio dolce preferito resta il classico tiramisù – confida – la tradizione resta un aspetto importante in cucina come nella vita in genere. Ti insegna chi sei, da dove vieni e dove puoi arrivare. Senza quelle radici non cresce l’albero. Ed i piccoli ne sono rimasti affascinati, è questa la cosa importante – continua Santoro – ora sta a noi adulti il compito di insegnar loro la passione verso la cucina e le nostre tantissime e ricchissime tradizioni culinarie” – ammette lo chef che prima di concludere lascia un consiglio a tutti quei bambini che vorrebbero, magari un giorno, diventare pasticceri: “Spegnete la tv e cercate di entrare in qualche laboratorio, affidandovi magari a chi è del mestiere e toccando con mano la vera realtà di questo straordinario mestiere”.

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