Da sempre i tremitesi lamentano che sull'isola di San Nicola ai mezzi di soccorso non è possibile accedere all'area eliportuale, con gravi disagi facilmente immaginabili e una situazione che mette a gravissimo rischio chi avesse bisogno di essere elitrasportato presso un ospedale.
L’ennesimo episodio era avvenuto ad agosto scorso, quando un 80enne abitante dell’isola fu colpito da ictus a San Nicola ma solo dopo parecchio tempo i sanitari dell'elisoccorso poterono issarlo sul mezzo. Dopo aver sorvolato per circa 40 minuti l’isola, su cui non era possibile atterrare, furono costretti a calarsi nell'abitato con il verricello e barella per poi innalzare l’uomo sul mezzo e trasportarlo a Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di San Giovanni Rotondo.
Lunedì scorso l’uomo è morto, si trovava da allora in un centro di riabilitazione. Sull’isola i suoi concittadini tornano a lamentare la scarsa attenzione a tale problematica. “Nel momento del dolore non si dovrebbero fare polemiche, ma in questo caso non posso farne a meno”, afferma Nicola De Martino, cittadino tremitese.
“Il povero R., colto da ictus a San Nicola, è stato prelevato dall'eliambulanza che ha sorvolato l'isola per oltre 40 minuti per cercare un posto idoneo dove atterrare prima di calare cavo e barella per tirarlo su. L'operazione ha richiesto un’ora, un tempo che certamente ha aggravato le sue condizioni. Quando morì Nicola D'Angelo feci una petizione, firmata da decine di tremitesi, che chiedeva soltanto alla amministrazione Fentini, esistente allora, di togliere una baracca in zona vasca da cui sarebbe uscita la piazzola di cemento adatta ad un atterraggio di emergenza”.
“Naturalmente non si fece nulla, i progetti erano altri. Tanto loro hanno l'eliporto. Ora quella zona è un cantiere, vediamo se si riesce a pensare alla salute delle persone. Condoglianze a tutti i familiari”.
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