Iaccarino assolto dalle accuse di stalking della ex. Il legale Marucci: “Non sono il segretario né vostro né suo”

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L’ex presidente del Consiglio comunale foggiano Leo Iaccarino assolto dalle accuse di stalking mosse dalla sua ex. Una vicenda privata, secondo l’avvocato difensore Potito Marucci, che l’Attacco, come lui stesso ricorda, aveva reso nota. Assolto perché il fatto non sussiste.

Solo ora l’avvocato sceglie di parlarci e di informare la stampa – ma non l’Attacco, che gli aveva chiesto precisazioni e che aveva dato la notizia l’11 maggio scorso – di questa assoluzione. “Adesso pubblicalo”, chiede Marucci a l’Attacco ora ricordando che lui non è il segretario, né del giornale né di Iaccarino.

Sottolinea: “Da sempre rispetto il lavoro altrui, e in particolare il diritto di cronaca dei giornalisti, che hanno il dovere di informare l’opinione pubblica su questioni di interesse collettivo, anche se la vicenda aveva natura privata”.

E poi puntualizza: “Le ricordo, cara giornalista, che non solo è opportuno dare voce a ogni protagonista della vicenda, ma di essere presente al processo al fine di fornire informazioni veritiere. Il suo lavoro, così come quello dell’avvocato, deve svolgersi nelle aule del tribunale”.

Per Marucci, insomma il problema è che l’Attacco aveva chiesto, a lui, sia notizie sulla vicenda giudiziaria sia una dichiarazione del suo cliente. “Se lei fosse stata presente, non avrebbe cercato né conferme dal sottoscritto, né avrebbe scritto fandonie sul mio cliente. Invece lei pretende che sia l’avvocato a svolgere il lavoro del giornalista confermando o smentendo notizie appresa da altri”.

E il dramma più grande, sempre per Marucci, è che oggi, visto che l’Attacco non era in aula, spetta di nuovo a lui, “come difensore e non come segretario Marucci, il compito di informare lei giornalista dell’esito di un processo, diventando così il suo segretario”. Eppure, non ha scritto a noi, per dare la notizia.

Ma si può essere così sprovveduti – mi riferisco a noi giornalisti – da chiedere informazioni a un avvocato sul suo cliente e sulla relativa vicenda giudiziaria?

Così irrispettosi del ruolo di un avvocato da pretendere che aiuti a confermare o a smentire delle fonti? Non si fa, no, davvero. E poi, ci si sorprende che questo giornalista non ci dia nemmeno la notizia dell’assoluzione. Eppure in quel pezzo l’Attacco aveva spiegato la richiesta di sentire la versione dell’avvocato e dell’imputato, di averla cercata, di voler scrivere una dichiarazione ufficiale, una versione che fosse l’altra rispetto a quanto riferito da diverse fonti. Ma no. Marucci ha risposto “non sono il suo segretario”. Di Iaccarino, s’intende.

Oggi l’Attacco torna a dire a Marucci, come già scritto l’11 maggio scorso, che quella vicenda non era privata in quel contesto, perché definiva il personaggio e si inseriva in quadro in cui venivano considerate le abitudini, i comportamenti e le relazioni di Iaccarino nel suo ruolo istituzionale.

I processi non si fanno sui giornali e non si tratta di volere un segretario, ma l’opinione pubblica si forma qui. E non si può scegliere quando averne rispetto e quando

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