In un articolo di Repubblica dal titolo "Dalla star dei social al finto nullatenente: i re della truffa al fisco", viene raccontata una vicenda accaduta in provincia di Foggia.
Questa storia comincia con una paletta alzata poco fuori Foggia, su una strada provinciale. Alla guida un ragazzo di 34 anni, nessun precedente penale, che si è fermato diligentemente a quello che aveva tutta l’aria di un controllo. Ha esibito la targa provvisoria della Bmw di cui era alla guida, nonché i documenti di proprietà tedeschi, raccontando agli agenti che tornava proprio dalla Germania, per portare l’auto a una ditta che lo aveva incaricato del trasporto.
Sembrava tutto in regola se non fosse stato per un finanziere più zelante degli altri, che arrivava da una settimana di lavoro molto particolare: avevano scoperto presso lo studio di un notaio della provincia foggiana, conosciuto e rispettato, una classica contabilità parallela, ricostruendo che il 20 per cento circa di quello che incassava era in nero. Giustificando le parcelle ribassate con "prezzi di favore ad amici e familiari".
In ogni caso, a quel finanziere quella macchina con la targa provvisoria non è piaciuta per niente. Ed è così che ha chiesto ad alcuni colleghi di approfondire il lavoro della società. C’è voluto poco per capire cosa ci fosse dietro: il proprietario dell’azienda era un signore di Cerignola apparentemente nullatenente, zero euro dichiarati al Fisco. Eppure la sua società aveva un giro di affare da venti milioni di euro: compravendita di automobili, dalla Germania all’Italia, con dietro una truffa del genere di quelle carosello. Risultato: l’imprenditore non aveva versato al fisco circa 1,5 milioni di euro, somma che gli è stata sequestrata.
Gli uomini guidati dal comandante provinciale Leonardo Ricci hanno infatti sequestrato soldi, conti correnti e 51 auto – tutte di lusso, tutte di marca tedesca – pronte a essere messe sul mercato. Chiaramente a tasse zero.
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