Questa mattina, si è appreso che i proprietari della discoteca Frontemare di Rimini, dove il vigile del fuoco 34enne foggiano Giuseppe Tucci è stato ucciso a seguito di un brutale assalto da parte di Klajdi Mjeshtri, che ha confessato l’omicidio, hanno ricevuto una lettera anonima minacciosa inviata al Resto del Carlino e al Corriere Romagna. La lettera avverte di una vendetta per la morte di “uno dei nostri fratelli foggiani”.
I proprietari del locale sono accusati di avere “il coraggio di tenere aperto il locale la sera di domenica 11 giugno, quando Giuseppe era già stato diagnosticato con la morte cerebrale e lo avevano comunicato a tutti attraverso la stampa, come se nulla fosse successo, pur essendo pienamente consapevoli delle loro responsabilità”.
Secondo la lettera anonima, riguardo alla chiusura della discoteca per dieci giorni imposta dal commissario di polizia, “hanno avuto il coraggio di oscurare l’avviso affisso sulla loro vetrata con una fioriera come se nulla fosse successo”.
Vengono indirizzate anche minacce dirette nei confronti della proprietà: “presto scopriranno cosa significa uccidere uno dei nostri fratelli foggiani come se nulla fosse successo. Sappiamo esattamente chi sono, quanti sono, dove vivono, da dove vengono. Giuseppe sarà vendicato. Abbiamo in serbo una bella sorpresa”.
L’avvertimento prosegue con un attacco anche nei confronti dell’assassino: “non chieda gli arresti domiciliari o altro, è già un uomo morto che cammina. Ogni anno in più in prigione per lui è un anno di vita guadagnato”. Nel mirino anche il suo avvocato difensore: “nessun avvocato dovrebbe provare a difenderlo perché ci saranno guai anche per lui”.
È stato aperto un altro fascicolo d’inchiesta sul caso. Indaga la squadra mobile di Rimini.
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