Confermato l’accreditamento della Regione ad Universo Salute ma con due prescrizioni. Da sostituire i medici 70enni

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Confermata l’autorizzazione all’esercizio, rilasciata a marzo 2022, a Universo Salute da parte della Regione Puglia ma con alcune prescrizioni: è in sintesi quanto disposto dalla determina datata 3 agosto 2023 emanata dal dipartimento salute, servizio governo dell'assistenza alle persone in condizioni di fragilità – assistenza sociosanitaria. Il provvedimento segue a tutta una serie di controlli effettuati da Asl Bat, Asl Foggia e dipartimento stesso sulle strutture sanitarie ex Don Uva nelle sedi di Bisceglie e Foggia. Il monitoraggio regionale doveva accertare la sussistenza dei requisiti richiesti per ottenere l’autorizzazione e l’applicazione delle nuove tariffe per gli ex istituti ortofrenici convertiti in residenze socio sanitarie, a lungo attese per l’assistenza a quei pazienti fragili. 

Il documento riporta nel dettaglio tutto lo scambio di richieste, informazioni e chiarimenti tra gli amministratori delle strutture sanitarie, Asl e dipartimento.  Nelle prime fasi degli accertamenti, era emersa una carenza di personale, ciò nonostante il parere degli organi di controllo era risultato favorevole ai fini dell’autorizzazione. Da Universo Salute si erano affrettati peraltro a chiarire che le figure carenti erano solo quelle dei fisioterapisti, 9 (poi assunti); e che per altri operatori, tra cui Oss, infermieri, educatori le ore di servizio risultavano addirittura in eccesso rispetto al setting fissato dalle norme regionali.

Poi a gennaio il terremoto giudiziario che ha travolto l’ex ortofrenico  di Foggia con misure cautelari comminate a 30 lavoratori, tra infermieri, Oss ed educatori, accusati a vario titolo di maltrattamenti alle pazienti fragili ricoverate in struttura. L’inchiesta, come anticipato da l’Attacco, si è poi allargata ai 3 responsabili del reparto ma stando a quanto riportato dalla determina regionale oggi sono ben 49 i dipendenti di Universo Salute implicati nella vicenda.
La Regione, facendo seguito ai gravi accadimenti oggetto di indagine della magistratura, ha chiesto agli organi competenti di verificare lo standard organizzativo di tutti i setting assistenziali presenti nella sede di Foggia e nella sede di Bisceglie al fine di verificare che il personale assunto in sostituzione di quello licenziato dopo lo scandalo non fosse stato “sottratto” alle altre strutture/setting di titolarità della Universo Salute.

Anche in questo caso, i controlli (per lo più documentali che si sono conclusi a giugno scorso) che hanno messo in relazione i dati sui pazienti e il numero di sanitari impiegati, ha dato esito favorevole, anche alla luce dell’attività di armonizzazione dell’attività del personale effettuata dall’azienda dopo alcuni rilievi del dipartimento salute. Alla fine, la Regione Puglia ha disposto l’autorizzazione, con prescrizioni. Nel dettaglio il dipartimento ha preso atto che “alla data della determina sono presenti 85 pazienti residui di Rsa disabili pluriminorati ex DGR n. 1066/2022 e che pertanto i restanti 35 s’intendono di Rsa disabili con lo specifico standard organizzativo previsto dal RR 5 del 2019. Per l’effetto è stata modificata la DD 92 del 23/03/2023 rilasciando l’autorizzazione all’esercizio per 120 posti letto nella Rsa disabili così distinti: 85 di Rsa disabili pluriminorati di cui alla DGR n. 1066/2022 e 35 di Rsa disabili di cui al RR 5 del 2019”.

E’ stato inoltre rilasciato l’accreditamento per la sede di Bisceglie di per 180 posti letto pari a 9 nuclei da 20 posti ciascuno di nucleo di assistenza residenziale di mantenimento riabilitativo – 2° tipologia (RR 12/2015); 120 di Rsa non autosufficienti di cui al RR 4 del 2019 così suddivisi: 20 pl di Rsa estensiva (di cui 10 di prestazioni estensive per anziani, 10 di prestazioni di estensive per soggetti affetti da demenza); 100 pl di Rsa di mantenimento (di cui 4 nuclei da 20 pl di prestazioni di mantenimento per anziani, 1 nucleo da 20 pl di prestazioni di mantenimento per soggetti affetti da demenza); 120 pl di Rsa disabili gravi di tipo A di cui al RR 5 del 2019 di cui 85 pz residui di Rsa disabili pluriminorati ex DGR n. 1066/2022. Sebbene con prescrizione, in quanto “Il legale rappresentante della Universo Salute, pena l’inefficacia del medesimo e dandone comunicazione al Dipartimento di Prevenzione della Asl Bt, entro e non oltre giorni 30 dalla notifica del presente atto, dovrà integrare – si legge nella determina - le seguenti carenze: responsabile sanitario della Rsa non autosufficienti di cui al RR 4 del 2019 per 4,6 ore/sett., responsabile sanitario RR 5 del 2019 per 35 pl 10,6 ore ore/sett.; psicologo 2,2 ore/sett; infermiere 9,6 ore/sett; assistente sociale 12,2 ore/sett.; fisioterapista 165 ore/sett”.

Il dipartimento di prevenzione della Asl Bat dovrà verificare l’adempimento della prescrizione entro i termini previsti e darne comunicazione alla Regione Puglia che in caso di esito negativo provvederà senza preavviso all’annullamento d’ufficio dell’accreditamento. L'ulteriore prescrizione impone a Universo Salute, entro e non oltre 90 giorni dalla notifica del provvedimento, di sostituire tutto il personale medico che ha superato i 70 anni di età, pena revoca dell’accreditamento.
L’adempimento di questa prescrizione potrebbe creare più di qualche grattacapo alla società, per due ragioni almeno: innanzitutto per la presenza di diversi dottori ultrasettantenni nelle strutture (beninformati riferiscono che tra Foggia e Bisceglie dovrebbero essercene poco meno di una decina), è infatti nota la prassi per la quale la sanità privata assuma molto spesso i medici in pensione dal pubblico. In secondo luogo, c’è da fare i conti con l’estrema carenza di medici, fenomeno generalizzato che sta costringendo anche Asl e Policlinico a reclutare personale in quiescenza per evitare l’interruzione dei servizi in reparto, come conseguenza del fatto che molti concorsi vanno letteralmente deserti. Infine, per Universo Salute, resta ancora irrisolta la questione dell’adeguamento contrattuale del personale, imposto dalla Regione per il riconoscimento delle nuove tariffe. Da mesi la trattativa tra parte datoriale e sindacati è in stallo, ferma sul pagamento ai lavoratori dell’una tantum da mille euro che la società per ora pare non sia incline a erogare.

 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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