“Sono sola e con diverse patologie. È una tragedia, avevo solo il Reddito di cittadinanza per andare avanti”

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Come noto ormai a tutti il 2023 è l'anno dell'addio al Reddito di cittadinanza. La legge di bilancio 2023 n. 197 2022 ha anzi stabilito che già dal 1° agosto 2023 alcuni nuclei familiari cessino di percepire il contributo economico. In buona sostanza, da martedì primo agosto, sono cambiati in modo sostanziale le regole sul reddito di cittadinanza, e molti degli attuali percettori hanno iniziato a ricevere sms dall’INPS che li informavano che smetteranno di ricevere il sussidio: sono quelli che il governo considera in grado di lavorare, che da agosto potranno ricevere ancora per un anno un sussidio più piccolo, a patto di frequentare corsi di formazione per il lavoro.

Secondo le stime in circolazione hanno ricevuto la comunicazione circa 169 mila famiglie. Chi non ha ricevuto l’sms continuerà a percepire il reddito di cittadinanza fino a fine anno. Minori, disabili e persone over 60 resteranno indenni fino al 31 dicembre 2023. Per loro dal primo gennaio 2024 scatterà invece il nuovo reddito chiamato assegno di inclusione. Per tutti gli altri, come già detto, nulla di fatto almeno per ora. E nel giro di pochi giorni sono cresciute vertiginosamente le segnalazioni da parte di gente che non riesce a sbarcare il lunario, non arrivando a fine mese per i più disparati motivi.

Tra questi moltissimi foggiani, tra cui anche la signora Maria, 56enne, affetta da diverse patologie fisiche le impediscono di fatto di muoversi autonomamente e senza il sussidio di una carrozzella. “Una tragedia, avevo solo quello per andare avanti – ha esordito a l’Attacco la donna – è stato sospeso ad agosto, secondo loro non ne avrei più diritto. Tutto bloccato solo con un semplice messaggio arrivato dall’Inps. Adesso aspetto di capire cosa accadrà - aggiunge in lacrime la signora -. Vivo sola, da poco è venuto a mancare mio padre. Mia madre vive per conto suo. Ho sempre cercato di provvedere da me alle mie faccende pur affetta da diversi problemi fisici tra cui uno all’anca: sono nata con dei problemi che mi impediscono di camminare. Qualche giorno fa sono anche caduta per strada: con i soldi del reddito riuscivo a comprare qualche rimedio per andare avanti, finanche qualche medicinale. Il reddito era la mia vita, mi hanno tolto una gioia, l’unica speranza”.

Voce tremola, occhi spalancati e lucidi, un po’ di emozione. La signora Maria non è abituata a raccontarsi alla stampa, non è abituata a raccontare cose così private. Quelle 500 euro rappresentavano davvero tutto, una boccata d’ossigeno, una mano per continuare a lottare. “Secondo i Servizi Sociali potrei fare un’altra domanda che uscirà a settembre per un importo di circa 350 euro ma con l’obbligo di lavorare -racconta – spero di farcela, perché non sto bene. Se cade qualcosa per terra devo farmi aiutare. Quando mi succede a casa e sto sola mi aiuto da una speciale calamita a pinza. Col reddito compravo le medicine in farmacia, pagavo le bollette, facevo la spesa. Adesso? Resta un mistero. Probabilmente dovrò chiedere aiuto alla Caritas della mia parrocchia - confida – non sono una persona spendacciona, non ho mai avuto vizi di sorta. Quei soldi facevano comodo per affrontare la quotidianità con un minimo di dignità – ribadisce - è questo ciò che chiediamo: dignità. Abbiamo bisogno di riprenderci la nostra vita. Cosa direi adesso alle istituzioni? Di aiutarci. Siamo brave persone che hanno bisogno di una mano per continuare a vivere. Non chiediamo molto – evidenzia Maria - mia madre sta prendendo metà pensione. Non può aiutarmi. Vorrei tornare a lavorare, vorrei poter fare tutto e stare bene. Ma non si può. Quelle poche centinaia di euro servivano a vivere”.

A decine le segnalazioni giunte ai Caf e al Patronato delle Acli di Foggia di persone oggi in difficoltà senza il Reddito di Cittadinanza. La paura di perdere definitivamente il sostegno del Reddito di Cittadinanza fa salire la tensione che si scarica sui servizi sociali dei Comuni già sotto pressione per l'aumento delle richieste da parte delle famiglie rimaste fuori dal sussidio per ottenere una presa in carico che consenta di riottenere il beneficio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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