“Una donna torna al lavoro, dopo le meritate ferie e trova la morte. La trova in una tabaccheria, storica, in pieno giorno, solo per soldi. Una coltellata e con freddezza finisce la vita di una lavoratrice, così, come per Francesco Traiano”.
E’ il commento dell’assessora regionale al Welfare, Rosa Barone. “Non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non tornare più. Purtroppo è accaduto troppo spesso in questa città: perdere la vita per mano di balordi alla ricerca di qualche euro. Da rappresentante delle istituzioni mi sento responsabile, perché se qualcosa è saltato nell'educazione di un’intera generazione è anche colpa nostra”.
“Rimettiamo indietro il nastro, puntiamo sui valori, su quello che conta, sul rispetto altrui altrimenti conteremo sempre più vittime innocenti. Insieme, istituzioni e cittadini, possiamo e dobbiamo farcela”, ha concluso.
“Antonio Cassitti nel 2005, Francesco Traiano nel 2020, oggi la povera Francesca Marasco. Con lei e con le altre sfortunate vittime di rapine, Foggia muore di nuovo e moriamo un po’ tutti. Un’altra pagina nera per il capoluogo dauno che conferma quel che da tempo chiediamo: certezza della pena, riforma della geografia giudiziaria, presenza dello Stato in questa terra martoriata, in cui si ammazza per futili motivi. Sono vicino alla famiglia della signora Marasco, che rimarrà nei miei pensieri e per cui cercherò di impegnarmi a livello istituzionale”, è il commento del deputato del M5S Giorgio Lovecchio.
“Ennesimo omicidio per una rapina in una tabaccheria. Non è possibile, una città completamente fuori controllo. Ormai è evidente che abbiamo una criminalità diffusa, pericolosa e violenta. Serve un rafforzamento reale delle forze di polizia, anche attraverso il presidio militare. Non si può essere ammazzati per poche centinaia di euro: lo Stato, il Governo deve dare un segnale di presenza serio. La microcriminalità ormai spadroneggia”, ha affermato in un post il candidato sindaco di Foggia Giuseppe Mainiero.
“Non è più tollerabile che una città come Foggia non disponga di equipaggi ‘motomontati’ in borghese con turni 8/24. Non serve alla sicurezza girare con il lampeggiante acceso ed essere visibile al cittadino esclusivamente per dare percezione di sicurezza. Serve un servizio straordinario di presidio del territorio reale”.
“Di questo ha bisogno la nostra città ormai imprigionata da un commissariamento per infiltrazioni mafiosa incapace di assicurare nemmeno la presenza della Polizia Locale per le strade dove bande con scooter spadroneggiano per le nostre strade. È ora di dire con forza basta. Non è possibile che una tabaccheria in pieno centro e in pieno giorno, il primo giorno dalla sua riapertura subisca una rapina e un essere umano perda la vita”.
“Esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima di questo ennesimo feroce omicidio. Si convochi ad horas un comitato per la sicurezza e si metta immediatamente in atto un sistema di controllo del territorio efficace e si assicuri alla legge questa feccia”, ha concluso Mainiero.
“Mentre suonano le sirene dei mezzi che si sono avvicendati sul luogo, mi viene in mente che oggi compie sessant’anni il bellissimo discorso di Martin Luther King, ‘I have a dream’, tenuto davanti al Lincoln Memorial di Washington il 28 agosto del 1963. Anche io espressi il mio ‘i have a dream’ qualche tempo dopo l’uccisione di papà. Il sogno di vedere la mia città venire fuori dalla barbarie criminale. Un sogno importante, il più importante della mia vita, di quei sogni che si fanno ad occhi ben aperti, con lucidità, ma anche avvertendo forte l'amore per una terra straordinaria”, è il pensiero di Daniela Marcone, vicepresidente di Libera.
“Oggi, proprio mentre ascolto le sirene che mi inchiodano alla violenza senza ritorno compiuta a pochi metri da me, in pieno centro città, in pieno giorno, causando la gravissima perdita di una vita umana, mi dico, con grande amarezza, che il mio sogno non si è realizzato, troppo dolore tra le strade di Foggia e della sua provincia, troppo sangue”, ha concluso.
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