Una vicenda particolarmente spinosa sta investendo nelle ultime settimane il Sindaco di Ascoli Satriano Vincenzo Sarcone, al centro di un caso piuttosto controverso. Da alcuni giorni stanno infatti circolando in rete alcuni filmati che riprendono donne in situazioni strettamente private. Questi filmati sono stati ricavati da alcune telecamere piazzate nel bagno dello studio privato del primo cittadino della cittadina del Subappennino Dauno. La vicenda è saltata fuori lo scorso 12 agosto, in occasione del Consiglio comunale, ad opera dello stesso Sindaco Vincenzo Sarcone.
Come racconta a l’Attacco il Consigliere comunale d’opposizione e già sindaco Nino Danaro “prima dell’inizio della seduta il Sindaco ha dato comunicazione di questo video che circola sui social che riprende una delle ex sue segretarie nel bagno del suo studio. A suo dire si tratta di un complotto ai suoi danni: il video risalerebbe a undici anni fa e, sempre secondo il Sindaco, avrebbe ricevuto richieste estorsive di stampo mafioso. Quando la consigliera d’opposizione Laura Flagella ha chiesto lumi in merito alla questione, Sarcone le ha tolto la parola ed è stata zittita. Al che, le Consigliere comunali hanno solidarizzato con Flagella e con le donne vittime della vicenda”.
La questione, a questo punto, si sposta al chi e al perché ha piazzato quelle telecamere nel bagno dello studio di Sarcone: “Lui afferma che le telecamere sono state sistemate a sua insaputa – riprende Danaro – Ci sono dei post del cognato del vicesindaco, Potito Giuliani, che affermano che lui (il cognato, intendo) saprebbe tutta la verità. Il che è curioso, visto che questa persona risiede in Florida. Si tratta di una situazione grave per un primo cittadino. Sarcone dice di non sapere nulla ma, essendo un circuito presente nel suo studio, io non so davvero cosa pensare. È per questo motivo che l’opposizione ha provato a capirci qualcosa in Consiglio comunale, ma non ce ne è stata data la possibilità”.
Sarcone ha parlato apertamente di estorsione ai suoi danni: “Anni fa lo hanno fatto con i soldi, oggi lo fanno con la politica” ha dichiarato, chiarendo subito di non riferirsi all’attuale opposizione. “Secondo Sarcone, i video riguardanti queste donne sono stato pubblicati da un profilo falso”, continua Danaro. Il modo in cui il Sindaco ha trattato l’argomento, provando a chiuderlo in modo sbrigativo, non ha soddisfatto l’opposizione: “Sono stati offesi tutti i cittadini ascolani e sono state offese in primo luogo le donne – afferma il Consigliere – Le Consigliere comunali Beatrice Leone, Laura Flagella e Rosa Archidiacono la scorsa domenica 3 settembre hanno organizzato un pubblica iniziativa con un gazebo in piazza e hanno diffuso un volantino con cui hanno ufficialmente chiesto chiarimenti al sindaco nonché le sue dimissioni”.
Le tre Consigliere comunali ascolane (che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni a l’Attacco) sono sul piede di guerra. Come già evidenziato da Danaro, domenica scorsa sono scese in piazza e, tramite un volantino, domandano le dimissioni di Sarcone: “Ci saremmo aspettate un suo intervento pubblico nel quale venisse espressa solidarietà verso tutte le donne e gli uomini passati dai suoi servizi igienici, ci saremmo aspettate costernazione per le indagini indegne circolate senza che la donna avesse alcuna responsabilità – si legge nella nota – E non è che quella estorsione di stampo mafioso ci rassereni granché. Noi Consigliere di Ascoli Futura e di Polis intendiamo attuare una protesta politica non recandoci più in Consiglio comunale dove riteniamo non ci sia rispetto per le interlocutrici”, concludendo con un eloquente “Dimettiti!” Richiesta respinta con decisione dalla maggioranza che, con un comunicato, si rivolge direttamente a Flagella, Leone e Archidiacono: “Colui che ha ripescato un video dopo 12 anni e lo ha diffuso si mostra vostro amico e ha lo stesso vostro obiettivo: le dimissioni del Sindaco. Le dimissioni non ci saranno – si puntualizza – ma voi vigilate sulle nostre azioni amministrative. Non perdete tempo col chiacchiericcio. Non alimentate la calunnia. Onorate in Consiglio il compito attribuito a voi dai cittadini ascolani, se ne siete capaci”.
Si dice basito dall’intera vicenda Donato Ruscigno, candidato sindaco nella scorsa tornata elettorale e già vicesindaco di Sarcone nel 2016: “Tengo a precisare che sono decaduto dalla carica di Consigliere comunale avendo optato per il ruolo di direttore della banca che gestisce la tesoreria del Comune, perciò parlo come cittadino – precisa – Siamo di fronte a una situazione di totale degrado, non stiamo parlando più di politica. Basta guardare i post pubblicati da Valentino Castelluccio, cognato di Giuliani. Non capisco come Sindaco e vicesindaco possano ricoprire ancora questi ruoli”. Se infatti il profilo che ha messo in circolazione i due video è un fake, non lo è quello di Valentino Castelluccio, residente in Florida cognato del vicesindaco che, in due post pubblicati pochi giorni fa, è apertamente accusato da suo cognato (col quale, stando a quanto riferisce Ruscigno a l’Attacco, avrebbe pesantemente litigato) di aver eseguito su ordine del Sindaco l’installazione delle telecamere nel bagno dello studio privato di Sarcone (Giuliani è titolare di una ditta di videosorveglianza): “Possibile che l’avvocato non dice ancora la verità soprattutto ora che è il Sindaco?”, scrive Castelluccio riferendosi al primo cittadino.
Vincenzo Sarcone si difende strenuamente. Come spiega lui stesso a l’Attacco “ho sporto denuncia per questi fatti tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. È in questo periodo che iniziano a circolare i video della mia ex segretaria Laura che ora vive a Roma, si sta laureando in teologia ed è divenuta suora. Con lei mi sento quotidianamente e prego ogni mattina. Anche Laura ha sporto denuncia”. Per quanto riguarda le ragioni per cui sarebbe nato il caso, quattro sarebbero (sempre secondo Sarcone) le questioni chiave: “L’appalto della fogna bianca, il progetto Strada per Strada per il rifacimento delle strade, l’appalto per una scuola gestito da Invitali, e questione eolica a proposito della quale ho impugnato alcune autorizzazioni davanti al Tar”.
Una motivazione politica dietro al caso? “Non solo, ma c’è anche una richiesta di denaro di 400mila euro che ho già denunciato ai Carabinieri” da parte di una persona a lui sconosciuta. “Mi sono recato in Consiglio comunale per chiedere solidarietà all’opposizione che me la rifiuta – continua Sarcone – Dopo la seduta, mi sono recato quel giorno stesso (il 12 agosto, ndr) dai Carabinieri per denunciare il tutto. Il16 agosto, vengo convocato per rilasciare delle dichiarazioni e la denuncia viene formalizzata”.
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