Foggia è prima provincia pugliese per “densità” di interrogatori, cioè uno ogni 57 persone. Ottava in Italia

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Con 16.634 rilevati nel 2021, Bari è la settima provincia italiana per numero di interrogatori e la prima della Puglia. Al secondo posto regionale c’è Lecce con 10.849 interrogatori e al terzo Foggia con 10.347 escussioni avvenute. Le attività del tribunale dauno, però, risultano essere le prime in Puglia per maggior “densità” di interrogatori, cioè in rapporto agli abitanti, vale a dire uno su 57, dato che si colloca all’ottavo posto della classifica nazionale. Seguono nella rilevazione della “densità” di interrogatori la provincia di Brindisi (5.777 e 1/66), 16esima in Italia, e quella di Lecce con 1/71 abitanti, al 21esimo posto. Nella Bat si registra il minor numero di interrogatori (3.265) e anche quella con minore densità (1/116). Taranto, con una escussione ogni 75 abitanti (7.396), si piazza al 25esimo posto nella graduatoria italiana. Questi e altri dati sono stati prodotti, su base Istat, da Cedat 85, azienda italiana attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal “parlato”. Sono stati contati ogni anno nel nostro Paese 830 mila interrogatori tra indagati, fermati e detenuti, con una media di 2276 al giorno. Il 30 giugno scorso, con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia, è scattato l’obbligo di registrarli in audio o audiovideo, circostanza che ha generato pure la ricerca specifica.

Le regioni dove si svolgono più interrogatori sono Calabria, Basilicata e Liguria e, tra le province, svettano nell’ordine Vibo Valentia, Isernia, Imperia e Crotone.

La Calabria è la prima regione nel rapporto “interrogatori per abitanti” (1/54) seguita da Basilicata (1/55) e Liguria (1/56). A livello provinciale, al primo posto per “densità” di interrogatori c’è Vibo Valentia (1/41), seguita da Isernia (1/42), con Imperia e Crotone (1/48) appaiate al terzo posto. 

Dal punto di vista dei numeri assoluti, la regione nella quale si tengono più interrogatori è la Lombardia: sono stati 129.756 nel 2021, seguita dalla Sicilia (79.850), che ha superato di poco la Campania (79.624). 

A primeggiare tra le province, invece, ci sono quelle con i maggiori centri urbani: con una media di 151 interrogatori al giorno, la prima piazza è ovviamente di Roma, seguita da Milano (141) e Napoli (109).

Nell’analisi del dato sulla densità degli interrogatori per abitanti, soltanto la Sicilia conferma il suo piazzamento rispetto ai numeri assoluti: è seconda per numero assoluto e quarta per “densità” con un interrogatorio ogni 60 abitanti. 

“Con la riforma Cartabia – ha spiegato Gianfranco Mazzoccoli, presidente e fondatore di Cedat 85 - la fonoregistrazione e la videoregistrazione rientrano tra le ordinarie e obbligatorie forme di raccolta degli atti processuali, tra cui l’interrogatorio. Si capisce, perciò, come questi momenti delicati dell’azione giudiziaria debbano essere svolti nella massima sicurezza e, se possibile, non servendosi dell’infrastruttura Cloud, per sua stessa natura violabile. Da anni lavoriamo, con un nostro brevetto, sulla trascrizione in tempo reale del parlato, siamo riusciti a ingegnerizzare questa tecnologia in un dispositivo ‘all in one’ che si chiama Cabolo e prescinde dalla connessione internet. Da qui nasce Cabolo Interview Kit, per registrare, trascrivere, archiviare digitalmente verbali di interrogatori in modo sicuro e con file crittografati, identificndo in modo univoco e protetto gli interlocutori, riportandone le fedeli dichiarazioni”.

Mazzoccoli, ex giornalista, ha iniziato nel 1985 con le trascrizioni del Consiglio comunale di San Vito dei Normanni quando era corrispondente di un giornale locale, ora è a capo di un’azienda che ha 100 dipendenti e know-how di valore mondiale, visto che si occupa anche delle sedute del Parlamento Europeo, dopo aver già acquisito la Camera dei Deputati e diversi consigli regionali, tra cui quello pugliese ovviamente.

L’innovazione tecnologica pare sia piuttosto gradita anche tra gli addetti ai lavori, anche in funzione di un maggiore raggiungimento dell’obiettivo di trasparenza e oggettività: “Con questo nuovo modo di documentazione – ha commentato Antonello Martinez, avvocato e socio fondatore dell’omonimo studio legale – vengono soddisfatte in pieno le esigenze di velocizzazione del procedimento penale con il superamento dell’arcaico metodo di trascrizione riassuntiva della verbalizzazione. Viene anche assicurata la vera applicazione dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti nel processo. Basti pensare a un interrogatorio di una persona indagata, laddove potranno essere colte anche le minime sfumature delle dichiarazioni rese, così da ridurre tutte le varie interpretazioni sia da parte dell’accusa che della difesa”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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