Polemiche sul Lucca Comics, Zerocalcare e altri cancellano la propria presenza. Guida: “Non è giusto”

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Il Lucca Comics & Games 2023 apre le porte per un’edizione in grande. Si svolgerà fino al 5 novembre, preparando la città toscana ad ospitare cosplayer, fumettisti e artisti del settore. Occasione per gli appassionati di incontrare i propri idoli e autori famosi, che hanno la possibilità di entrare nei mondi fantastici che descrivono. Il Lucca Comics festeggia il 30esimo compleanno, continuando la propria avventura nel raccontare il mondo del fumetto, dei videogiochi, anime, manga e narrativa fantasy. Un mondo che grazie ai social è sempre meno di nicchia e attira tantissimi curiosi ogni anno. Per questa edizione non sono mancate le polemiche, che hanno interessato in particolare il patrocinio dell’ambasciata di Israele per l’evento.

Il primo a dichiarare la sua rinuncia al Lucca è stato Michele Rech, in arte Zerocalcare. Ha dichiarato sui social: “Purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su Lucca Comics per me rappresenta un problema. In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo, dopo oltre 6000 morti civili, uomini donne e bambini affamati e ridotti allo stremo in attesa del prossimo bombardamento o di un'invasione di terra, mentre politici sbraitano in TV che a Gaza non esistono civili e che Gaza dev’essere distrutta, mentre anche le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco -il minimo davvero- che viene sprezzantemente rifiutato, per me venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire”.

Calcare non è l’unico artista che ha deciso di rinunciare per il patrocinio dell’ambasciata di Israele, come Fumettibrutti. “Non dovrei dare alcuna spiegazione al riguardo - si legge in una nota sui social -, ma voglio comunque scrivere una parola di cui parlava sempre anche Murgia, che è “intersezionalità”. Significa preoccuparsi per tutte le lotte contro l’oppressione, dei corpi e dei popoli, non solo di quelle che ci fanno comodo. Il femminismo è la chiave di lettura del mondo che mi rende libera ogni giorno, e non si tratta di un dovere per me, è l’essenza stessa della vita”.

Inoltre, gli autori israeliani che hanno realizzato il manifesto del Lucca Comics non parteciperanno all’evento. “Comprendiamo sia prassi consolidata il patrocinio di ambasciate dei Paesi di provenienza degli artisti che realizzano l’immagine del festival, ma non possiamo ignorare che le forze israeliane stanno incessantemente assediando e bombardando la Striscia di Gaza, con immani perdite di vite civili”, dichiarano da Amnesty Italia.

Il tema è delicato per le parti coinvolte nella manifestazione, che tengono a precisare la particolarità e la solidarietà che meriterebbe la guerra. Un momento di riflessione per tutti, che invita anche il pubblico a riflettere sui possibili risvolti. Come ricordano anche gli organizzatori, il Lucca è un momento di condivisione, di scambio culturale e intervento artistico. A riguardo, l’Attacco ha intervistato Giuseppe Guida: “Ci sarò anche io - afferma il fumettista foggiano -. L’arte si è sempre strutturata con le ideologie dei fumettisti, di schierarsi o meno attraverso le manifestazioni. Zerocalcare è più dentro la dinamica, anche attraverso le sue storie e le sue opere. Non ritengo che in questo momento, importante per l’arte, stia da decidere a noi in tal senso. Se non partecipa Zerocalcare, non è che si ferma il Lucca Comics. Ho letto che la non presenza di questi autori, potrebbe dare maggiore visibilità alle loro opere. Manifesto il dissenso, ma non al Lucca, bensì tutti i giorni. Credo che questi autori abbiano singolarmente deciso di non partecipare. Ognuno ha le proprie idee e dinamiche. Non ritengo che boicottare un momento importante e unico in Italia sia giusto. La scelta è personale e forse ritenevano di doverlo fare. Fosse stato un boicottaggio di tutti, sarebbe stato diverso”.

Tra i dissensi anche quello di Megi Bulla che sul BookTok è conosciuta con il nome de La biblioteca di Dafne. “Le storie di Zerocalcare di questa mattina hanno dato il colpo di grazia ai giorni e notti di incertezza. Che mi capiate o meno, non me la sento di venire”, commenta così la giovane autrice sui social.

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