“Il fatto non sussiste”: archiviato il caso di Andrea Trisciuoglio, malato di sclerosi e possessore di cannabis

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Coltivazione illecita e detenzione di 800 dosi ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Circa due anni di processo per arrivare alla sua archiviazione. Proprio così, è caso archiviato per Andrea Trisciuoglio, assolto perché il fatto non sussiste e non ha rilevanza penale. “La confusione che c’è stata e da cui ha poi tratto origine il processo e il casino mediatico è di portata nazionale e va avanti ormai da tanto tempo – esordisce a l’Attacco Trisciuoglio – sono malato di sclerosi multipla da anni, e più precisamente dal 2009. E sono in cura con la cannabis. Cosa è accaduto? Che in un momento di assenza della sostanza sul territorio, decisi un paio di anni fa e di mia spontanea volontà di coltivarmi io stesso la pianta. E così feci. Ma durò poco perché arrivarono da me – abbastanza celermente – ben cinque carabinieri: una sola pianta aveva generato un odore mostruoso che si era avvertito ovunque”, rincara l’uomo.

“Saliti a casa mi sequestrarono la pianta. Dopo la denuncia un processo durato circa due anni per poi concludere con l’archiviazione diretta del caso. Un evento, dal mio punto di vista, importantissimo per tutti coloro che utilizzano cannabis terapeutica”. Forse non tutti sanno che l’utilizzo della cannabis come medicinale, o cannabis terapeutica, è stato introdotto anche in Italia negli ultimi anni. Si parla in particolare della “Cannabis FM-2” (contenente THC 5-8% e CBD 7,5-12%), prodotta in Italia in conformità alle direttive europee in materia di medicinali sulla base di un processo produttivo controllato ed eseguito in una officina farmaceutica autorizzata (l’Istituto militare di Firenze) dall’AIFA- Agenzia Italiana del Farmaco.

La distribuzione è autorizzata dall’Organismo statale per la cannabis, attivo presso il Ministero della Salute. Inoltre da diversi anni alcune farmacie in Italia come prodotto galenico producono già altre formulazioni con concentrazioni di THC fino a 19%. Si può ricorrere a questa possibilità quando si debbano alleviare dolore (oncologico e non) e disturbi cronici associati a sclerosi multipla o a lesioni del midollo spinale. Può essere indicata per far fronte ad alcuni effetti avversi della chemioterapia, della radioterapia o di alcune terapie per l'HIV.

Può essere prescritta anche per malattie reumatiche (artriti, osteoartrosi, fibromialgia) o neuropatie. Inoltre la cannabis è efficace come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia o in pazienti oncologici. Allo stesso scopo può essere prescritta a pazienti affetti da AIDS. La cannabis a uso medicinale può essere impiegata anche per abbassare la pressione arteriosa in caso di glaucoma che resiste alle terapie convenzionali. Ancora: può ridurre i movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette. “Quando c’è la prescrizione medica accompagnata da un piano terapeutico diventa tutto differente – aggiunge Trisciuoglio – la cannabis, in questi casi, viene presa tramite ospedale e non di certo dal pusher. La sclerosi multipla – confida ancora – mi procurava tanti dolori. Da qui la scelta di adottare la cannabis come terapia. Non ero ancora nato, probabilmente non ero nemmeno nei pensieri dei miei genitori nel 1975, quando un certo Marco Pannella commise la prima disobbedienza civile. Da allora non è cambiato nulla. Cosa direi oggi allo Stato e ai governi italiani? Aggiornatevi! Sono anni che si parla di certi temi ma non cambia mai nulla. Probabilmente esistono ancora tanti retaggi nel nostro Paese – riflette – molto è forse dovuto dalla presenza della mafia che incide su tali aspetti. Ecco perché esistono lo spaccio e il narcotraffico. Si dovrebbe quindi modificare una legge. Io però, faccio sempre l’esempio del diabetico: potremmo mai lasciare un diabetico senza insulina perché illegale? Sarebbe un comportamento da pazzi”, conclude.

Con il sussidio legale degli avvocati Lorenzo Simonetti del Foro di Roma e di Adriano Minetola e Angelo Ippolito del Foro di Taranto Andrea Trisciuoglio ha finalmente scritto la parola fine ad un processo durato anni. Per i malati che necessitano della cannabis terapeutica si apre oggi un nuovo capitolo di storia.

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