In un improvviso cambiamento di rotta nel caso giudiziario che vede protagonisti Vincenzo Pio Zingaro, 25 anni, ed Elio D’Agrosa, 21 anni, il magistrato ha optato per la loro liberazione. I due erano imputati di aver trattenuto con la forza un conoscente del locatario che era stato colto in flagrante mentre sottraeva oggetti nella dimora di Zingaro, sfruttando le chiavi che quest’ultimo aveva smarrito.
L’accusa sosteneva che Zingaro e D’Agrosa avessero confinato il conoscente all’interno dell’abitazione e richiesto un indennizzo di 20mila euro per un orologio Rolex sottratto. I due furono presi in custodia il 26 giugno dalla Squadra Mobile che, a seguito della segnalazione della madre del malfattore, effettuò una perquisizione nell’abitazione in via Intonti, rinvenendo la vittima e due dei quattro presunti sequestratori. Gli altri due non sono stati ancora rintracciati.
La riforma Cartabia stabilisce che alcuni reati possano essere perseguiti solo se la parte lesa presenta una denuncia. Il sequestro di persona non aggravato rientra in questa categoria, così come l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Poiché la parte lesa ha ritirato la denuncia, la Gup Michela Valente ha deciso di rimettere in libertà Zingaro, difeso dagli avvocati Carlo Alberto e Massimiliano Mari, e D’Agrosa, assistito dall’avvocato Giulio Scapato. Entrambi erano agli arresti domiciliari.
L’udienza è stata posticipata a febbraio, quando i due saranno processati per lesioni.
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