“Come sempre l’emozione è la stessa, passano gli anni tuttavia si provano sempre quelle ore di rammarico, quella sensazione di violazione: sono sentimenti negativi che passeranno. Dopo 13 anni, però, non si impara a superare questi piccoli dolori”. E’ la testimonianza di Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa sociale Altereco che gestisce a Cerignola Terra Aut, quest’ultimo uno dei beni confiscati alla mafia presenti in città. A l’Attacco ha raccontato tutto il suo dispiacere per un furto (l’ennesimo) subito pochi giorni fa. La dinamica è più o meno la stessa: ignoti (o una sola persona) rompono parte della recinzione, portano via attrezzi da lavoro o altri oggetti e scappano. Il fatto che lì ci sia materiale di poco conto – che comunque serve perché ci troviamo a tutti gli effetti in un campo agricolo – fa pensare più ad azioni provocatorie che a un reale bisogno di portare via qualcosa.
“Le ipotesi sono diverse – ha dichiarato Pugliese a l’Attacco –. Però abbiamo constatato che l’azione, molto probabilmente, è stata studiata: la recinzione è tagliata in un punto in cui le telecamere non registrano immagini nitide, quindi fuori dalla portata più precisa della videosorveglianza. Non penso sia casuale. La mia preoccupazione, dunque, non è per il valore degli oggetti rubati – quelli si possono sempre riprendere –, ma che possa ricominciare una escalation di azioni criminali. Forse, però, l’atto può rappresentare anche un gesto isolato – che non è meno importante e non cambia la sostanza dei fatti – di qualcuno che ha bisogno di attrezzi agricoli, non può permetterseli e ha notato un posto abbastanza isolato da dove prelevarli”.
Il gruppo che gestisce il terreno confiscato sta facendo il triste inventario degli oggetti trafugati. “Abbiamo trovato un cappello, stiamo provando a ricostruire la dinamica – ha spiegato il presidente di Altereco –. Oltre ad alcuni oggetti per il campo – decespugliatore e zappe – è stata presa una bicicletta. Questo mi fa pensare che ci troviamo di fronte a qualcuno che non poteva permettersi attrezzi da lavoro”.
Non è, purtroppo, il primo episodio. Anzi, in oltre 10 anni di gestione sono state diverse le azioni in danno alla coop e del luogo in cui opera. Tra la fine del 2017 e per tutto il 2018 si registrarono diversi furti. Non solo, ci fu anche un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di un paio di ragazzi che in quel momento stavano lavorando sui campi. In quel caso Pugliese volle comunicare quanto stava accadendo perché sembrava che qualcuno stesse ordendo un disegno per intralciare le attività della cooperativa. Ultimo episodio spiacevole, invece, un anno fa. In quel caso fu rubata l’impalcatura di un’azienda che stava ristrutturando l’edificio adibito a bed&breakfast.
“Il mio rammarico è che proprio in questo periodo stavo ragionando sul fatto che da parecchio tempo non subivamo atti del genere. Ho pensato che la comunità stava iniziando a voler bene a questo luogo, che anche chi sconta una pena alternativa alla carcerazione sul nostro terreno ha preso a cuore il nostro spazio. Ma invece c’è ancora da lavorare. Il ruolo di Terra Aut è inequivocabile e serve a tutti, se vogliamo parlare in termini pratici. E’ un luogo di opportunità”, ha concluso Pugliese.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).