Un tour nella carceri della regione Puglia quello avviato da Domenico Mastrulli, presidente nazionale CONAIPPE e segretario generale COSP che proprio ieri mattina ha visitato il carcere di Foggia da tempo, troppo tempo, soggetto a situazioni pericolose a cui non si trova ancora soluzione.
“Quando vengo chiamato ho il dovere di correre in soccorso della polizia penitenziaria arrivata oramai ai limiti della sopravvivenza - spiega a l’Attacco – ricordo che il carcere foggiano accoglie oggi 700 detenuti ma prevede una capienza massima di 310. Abbiamo una dotazione organico di polizia penitenziaria e nucleo di piantonamento e scorte che non basta. Un vecchio ministro diceva che le condizioni di un popolo si misurano dalle condizioni delle carceri; bene purtroppo oggigiorno non godiamo di quelle condizioni che la stessa Costituzione ci prescrive – evidenzia – l’istituto penitenziario foggiano con i suoi 700 detenuti rappresenta il 172% in più rispetto alla dotazione”.
Dati alla mano al carcere dauno servirebbero circa 80 unità di polizia penitenziaria maschile, come precisato dallo stesso Matrulli che aggiunge: “ Ben vengano le donne che portano competenza, professionalità. A noi però servono unità nei reparti maschili. Il dirigente dell’istituto si è già mostrato sensibili versi certi temi, parlo di una donna che si sta già muovendo in favore della polizia penitenziaria con le varie attività trattamentali. Purtroppo, però, non occorre questo. Ho girato un po’ tutta Italia ma le condizioni foggiane mi preoccupano fortemente – tiene a precisare il presidente – mi preoccupano le condizioni dei miei colleghi. Gli episodi verificati di recente, seppur qualche volta gonfiati ad hoc da qualcuno, danno un preciso segnale. Foggia è un penitenziario che non molto tempo fa ha visto fuggire 75 criminali per le strade urbane: una situazione che non deve assolutamente ripetersi in futuro”. E sul sussidio della politica al tema Mastrulli risponde ironicamente: “fatemi una domanda di riserva – sorride. La politica sembra assente, abbiamo un vice ministro della Giustizia che è evidentemente impegnato su altri fronti e un sottosegretario delegato alla polizia penitenziaria che sembra non fare altro che selfie in giro e visite di cortesia. Vorremo invece una politica che si confrontasse con noi – dice.
In svariate occasioni ho chiesto un incontro al Ministro della Giustizia, ai sottosegretari e ai capi dipartimento. Bene, interrogato il morto, il morto non rispose. È questo che fa la politica. Basta con queste condizioni di invivibilità, di inciviltà nelle carceri italiane di cui Foggia è la plastica dimostrazione” – conclude Mastrulli. Di fatto nonostante le attenzioni ricevute in questi anni, forse non sufficienti, continuano gli episodi criminali all’interno della casa circondariale di Foggia. Proprio qualche notte fa, infatti, il carcere è stato teatro di una notte di violenza e tensioni, secondo quanto denunciato da Federico Pilagatti, Segretario Nazionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). L’episodio, che ha visto un gruppo di detenuti tentare di uscire dalle sezioni detentive, rappresenta solo l’ultimo di una lunga serie di disordini e atti di violenza che, secondo il SAPPE, si stanno verificando con sempre maggiore frequenza all’interno del penitenziario. Non sono mancati casi di tentati suicidi e di violenza nei confronti degli agenti. Insomma la situazione le carcere foggiano è tutt’altro che tranquilla e distesa.
Un fuoco che potrebbe scoppiare da un momento all’altro e che potrebbe comportare anche nefaste conseguenze. Politica, se ci sei, batti un colpo.
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