Foggia, in 700 al corteo di sciopero generale per Gaza. Palma (CGIL): "Governo italiano inerme di fronte al genocidio"

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Lo sciopero generale e la mobilitazione per la pace ha animato anche Foggia, dove circa 700 persone stando alle fonti CGIL si sono riunite in corteo compatto per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e il riconoscimento della Palestina. L'iniziativa ha unito tutte le sigle sindacali – da Fiom a Funzione Pubblica, USB e UDS – e una componente studentesca (Liceo Marconi, Liceo Perugini). Il corteo, partito da Via Lanza e guidato dal segretario provinciale CGIL Gianni Palma insieme a figure politiche regionali (PD, M5S) e locali, ha bloccato arterie stradali, concludendo davanti al Comune dopo il passaggio in Prefettura.

L'iniziativa a sostegno della Global Sumud Flotilla, i cui attivisti sono stati  arrestati dal governo israeliano per aver tentato di portare cibo a Gaza. A riguardo il segretario Gianni Palma ha aspramente criticato il Governo Meloni per il suo immobilismo: "Non è stato fatto un passo per portare aiuti umanitari da parte di questo governo che invece accusa dei cittadini di fomentare la guerra, quando invece in realtà non si è fatto nulla per interromperla, e interrompere soprattutto il genocidio di migliaia e migliaia di bambini, donne, uomini e civili palestinesi". Palma ha lamentato che il governo mantenga "atteggiamenti mediocri e subalterni" rispetto al governo americano.

Forte anche la componente studentesca (UDS), Samuele Delli Carri in rappresentanza del liceo Perugini, ha unito la solidarietà per la Flotilla alla denuncia del dirottamento di fondi pubblici. Gli studenti lamentano che i soldi destinati a sanità e istruzione siano investiti nell'economia di guerra, causando falle in un sistema scolastico sottofinanziato e alimentando un clima politico di "riarmo" da "Prima Guerra Mondiale". A conclusione della manifestazione, Palma ha ribadito l'unica soluzione duratura per la CGIL: "Ribadiamo ormai da decenni, anche come CGIL, la posizione di due popoli, due Stati e vogliamo che si riprenda a tutti i costi il contenuto degli accordi di Oslo del 1993". È stato confermato l'impegno di presentare in Prefettura un documento per il riconoscimento simbolico dello Stato di Palestina.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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