“La famiglia Quero, mio tramite, si congratula con i Carabinieri e la Procura per l’eccellente lavoro svolto - il commento dell’avvocato Michele Vaira, difensore della persona offesa -. Fin dal primo momento abbiamo indicato agli inquirenti quella che era, a nostro parere, la pista investigativa da seguire”.
“I successivi accertamenti, svolti anche con l’ausilio di approfondite tecniche forensi, hanno confermato un quadro assolutamente inquietante”.
“È doloroso constatare che, purtroppo, è stato ad oggi confermato il coinvolgimento di una persona che era stata accolta in famiglia come una figlia”.
“La mia assistita ha subito un enorme trauma, dal punto di vista fisico ma soprattutto psicologico, che nessun risarcimento e nessuna condanna potrà mai cancellare”.
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