A Lucera non c’è memoria né recente né remota di una vicenda simile, assolutamente singolare che vede coinvolta la polizia locale. Nella fattispecie, il Corpo risulta “vittima” del comportamento di un cittadino che a gennaio dell’anno scorso ha offeso in almeno un paio di occasioni quattro agenti, dopo essere stato destinatario di una contravvenzione per violazione al codice della strada. E ha tenuto questo atteggiamento, sia al momento della contestazione che successivamente al comando di Viale Libertà, diretto da Michele Polito, dove si è recato evidentemente per far sapere meglio quale fosse il suo pensiero. L’uomo è stato denunciato per oltraggio a ufficiale rappresentante una pubblica amministrazione, ed è ancora risultato essere sotto procedimento penale. Tuttavia il tempo trascorso deve averlo portato a più miti e soprattutto convincenti consigli, perché a distanza di un anno esatto ha scritto una lettera, esprimendo “profondo rammarico e sentite scuse” per quanto accaduto. E per manifestare un gesto concreto del proprio pentimento e la volontà di porre rimedio, ha proposto di corrispondere una somma all’ente comunale, a titolo di risarcimento del danno per il reato commesso, per il quale rischia in teoria fino a tre anni di reclusione.
L’accusa però può essere rimossa proprio a seguito di “riparazione”, così come espressamente previsto dal Codice penale, e quindi è stata stabilita una cifra di 500 euro, ritenuto “congrua non in termini di convenienza economica anche perché non esistono criteri legali di quantificazione – recita una delibera della Giunta Pitta che ha autorizzato l’operazione - bensì in termini di idoneità ad assicurare l’integrale riparazione del danno, da cui conseguirebbe l’effetto estintivo del delitto in questione. Il risarcimento offerto deve intendersi quale riparazione tesa a ripristinare il danno al bene giuridico tutelato dalla norma penale in oggetto, cioè il prestigio dell’Amministrazione comunale”.
Nel contempo, i quattro singoli operatori che erano presenti al momento del proferimento delle contumelie, hanno comunicato la decisione congiunta di rinunciare ad un risarcimento monetario personale in loro favore, prendendo atto del gesto concreto in cui viene considerata “la sincerità del ravvedimento e l’intento pacificativo dell’offerente – è scritto - sì da assurgere a rimedio atto alla riparazione integrale del pregiudizio arrecato”.
Il provento sarà utilizzato per non meglio specificati “momenti educativi sul senso civico”.
Altri due casi precedenti e recenti di versamenti a favore di Palazzo Mozzagrugno, peraltro ancora unici nel loro genere, hanno riguardato il ristoro di danneggiamenti di beni comunali, scoperti sempre dalla polizia locale mediante indagini e visione di immagini di telecamere di videosorveglianza. Sono stati entrambi attribuiti a minorenni, scoperti e individuati, con conseguente convocazione delle famiglie che sono state messe davanti al fatto compiuto dai figli in Villa comunale, su una panchina in materiale plastico e sul “concertino” in muratura.
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