Connessi in salute, due giornate con adulti e ragazzi per riaccendere il sorriso dei più giovani

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Prima gli adulti, poi i ragazzi. Due giornate diverse, due pubblici distinti, ma un solo grande obiettivo: riportare i più giovani a una relazione più sana con la tecnologia e aiutare famiglie, scuola e comunità a contrastare la dipendenza digitale. È questo il cuore di “Connessi in salute: riaccendiamo il sorriso dei nostri figli”, l’iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale CHÀRISMA ETS insieme all’associazione Riaccendi il Sorriso, che a Barletta ha acceso un confronto concreto su una delle emergenze educative più attuali.
La prima giornata, ospitata nella Biblioteca “Il Granaio” presso la chiesa della Santissima Trinità, è stata dedicata al mondo degli adulti: genitori, docenti, professionisti e cittadini chiamati a riflettere sulle conseguenze dell’abuso di smartphone, social network e dispositivi digitali. Dopo i saluti del presidente dell’ordine dei medici e odontoiatri della provincia Bat, Dino Delvecchio e della presidente di Charisma, Mariligia Paparella, il via ai lavori con Rosaria Sommariva e Marco Simonetti, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione ‘Riaccendi il sorriso’, ente del terzo settore che da anni si occupa di benessere sociale attraverso un approccio multidisciplinare.
Tra gli argomenti trattati i disturbi del sonno e dei cambiamenti comportamentali causati dall’eccessiva esposizione agli schermi. Lo psichiatra Carmine Di Rosa ha poi spiegato come l’abuso tecnologico possa modificare reti neurali e abitudini quotidiane, mentre l’ispettore Leonardo Madera ha acceso i riflettori sui rischi legali e sui pericoli nascosti nella navigazione online. La dirigente scolastica Annalisa Ruggeri ha invece richiamato l’attenzione sul ruolo fondamentale della scuola e delle famiglie nella costruzione di un uso consapevole della tecnologia. A chiudere, l’intervento dell’ex maratoneta azzurro Domenico Ricatti, che ha raccontato lo sport come strumento educativo e antidoto naturale contro ogni forma di dipendenza.   La seconda giornata ha invece cambiato linguaggio e destinatari, rivolgendosi direttamente ai ragazzi. Un momento pensato per parlare con loro e non solo di loro, trasformando il messaggio in esperienza concreta: meno isolamento digitale, più relazioni autentiche, più sport, più ascolto e partecipazione. Perché non si tratta di spegnere la tecnologia, ma di imparare a usarla senza perdere il contatto con la realtà e, soprattutto, con il proprio sorriso.  

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