Le serrate indagini condotte sinergicamente dall'Arma dei Carabinierie dallaPolizia di Stato, direttamente coordinate dallaDirezione Distrettuale Antimafia della Procura della RepubblicadiBari, con l'importante contributo di un magistrato dellaProcuradiFoggia, applicato allaDDA, hanno permesso di individuare uno degli autori dell'efferato delitto, che si inquadra in una lunga scia di sangue che ha vistoVieste (Fg)ed i comuni limitrofi teatro di numerosi e gravissimi omicidi e tentati omicidi nel periodo2015-2019, iniziata con l'omicidio diAngelo NOTARANGELO, detto "cintaridd", ucciso nelgennaio 2015in un agguato di mafia.
La perfetta collaborazione investigativa tra le dueForze di Poliziaha infatti permesso di raccogliere gravi ed univoci elementi di colpevolezza nei confronti diIANNOLI Giovanni,classe 1986,attualmente detenuto presso il carcere di Siracusa a seguito dell'indagine antimafia "Scacco al Re", svolta anche in questo caso congiuntamente dallaSquadra Mobile e dal Nucleo InvestigativodiFoggia, in relazione alla quale era stato arrestato anche il cuginoIANNOLI Claudio, ma ancheristretto in conseguenza della precedente operazione antimafia "Agosto di Fuoco", sempre della Squadra Mobile di Foggia.
La mole di attività investigative, anche di natura tecnica, attivate dagli inquirenti proprio per contrastare e reprimere gli innumerevoli fatti di sangue che hanno colpito ilGarganonegli ultimi anni, ha dunque permesso di far luce su diverse dinamiche delittuose diVieste (Fg).È ormai noto, infatti, che proprio a seguito dell'assassinio diNOTARANGELO Angelo, il potere criminale sulla nota città turistica garganica era passato nelle mani diRADUANO Marco, attualmente detenuto presso il carcere diBadu e CarrosdiNuorodopo l'operazione antimafia "Neve di Marzo" deiCarabinieri del Nucleo InvestigativodiFoggia. L'omicidio diVESCERA Giampieroha poi sancito la scissione netta del clan e la conseguente creazione di due distinte fazioni organizzate: da una parte il gruppo "RADUANO-DELLA MALVA" e dall'altra il gruppo "PERNA-IANNOLI", la cui contrapposizione ha dato vita ad una sanguinosa guerra intestina finalizzata al raggiungimento del pieno ed assoluto controllo di tutte le attività illegali nell'area garganica costiera: dalle estorsioni in danno dei locali imprenditori turistici, ai reati contro il patrimonio e la persona, al traffico degli stupefacenti, settore quest'ultimo enormemente fiorente e remunerativo, con proiezioni da e verso l'estero.
Sotto la direzione e il coordinamento dell'Autorità Giudiziaria, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CarabinieridiFoggiae laSquadra Mobile della QuesturadiFoggiasono quindi riusciti a raccogliere i vari elementi emersi dalle numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali massivamente sviluppate, integrati solo in minima parte dalle reticenti dichiarazioni rese dai parenti delle vittime e da alcune persone informate sui fatti interessate a vario titolo alla vicenda, a conferma del radicato clima di omertà nell'ambiente viestano ed in generale in quello garganico. L'operazione antimafia portata a termine è stata convenzionalmente denominata "Bohemian Rapsody", poichéIANNOLI Giovannisi confidava apertamente con la madre sull'efferato delitto commesso, come dimostrato dalle intercettazioni ambientali.
Un'importante conferma di natura tecnico-scientifica è pervenuto dalle analisi specialistiche eseguite dallaSezione Balistica del R.I.S.diRomasu14 bossolidiAK 47repertati dallaSezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo CarabinieridiFoggiasulla scena del crimine, a seguito delle quali è emersa la compatibilità dei bossoli con il fucile mitragliatore con il quale, il precedente21 marzo 2018, lo stessoIANNOLI Giovanniaveva già attentato alla vita diRADUANO Marco, vicenda per la quale - come è noto - è stato poi condannato in primo grado a14 anni e 6 mesidi reclusione, unitamente al cuginoClaudio. Sempre i cuginiIANNOLI, in primo grado, sono stati condannati a20 anni di reclusione a testanell'ambito dell'inchiesta "Agosto di fuoco".
Nell'ordinanza di custodia cautelare, ilGIP del TribunalediBariha riconosciuto la sussistenza dell'aggravante mafiosa, sia con riferimento al c.d. "metodo mafioso", sia riguardo all'agevolazionedella compagine organizzata facente capo aPERNA Girolamo, nell'ambito della guerra di mafia intercorsa con la fazione contrapposta facente capo aRADUANO Marco.
In ultimo, si sono aggiunte le importanti dichiarazioni rese dai primi collaboratori di giustizia dell'area garganica, dapprimaSURANO Giovanni, alias "lupin", seguìto dall'ormai ex capo clanDELLA MALVA Danilo Pietro, alias "u' meticc". La collaborazione fornita da entrambi è risultatadifatti assolutamente aderente agli elementi probatori già raccolti dagli investigatori dell'Arma e della Polizia di Stato.
La volontà di collaborare con la giustizia manifestata dai due neo collaboratori ed i conseguenti interrogatori resi di fronte ai magistrati dellaDirezione Distrettuale Antimafia barese, rappresentano uno sviluppo rilevante dell'azione di contrasto alle mafie pugliesi, ottenuto grazie alla enorme pressione che la "Squadra Stato" sta esercitando su tutto il territorio foggiano. E ciò appare ancora più significativo in una giornata come quella odierna.
Proprio a partire da quel9 agosto 2017, lo Stato ha incrementato il suo impegno, investendo in maniera straordinaria sul territorio della provincia diFoggia, rafforzando i presìdi delleForze di Poliziae istituendo altriComandi. E così la Magistratura, in particolare laDirezione Distrettuale AntimafiadiBari, con un pool dedicato diPubblici Ministeriassegnati stabilmente a quel territorio, in sinergia con i magistrati della Procura diFoggia, spesso applicati allaDDAin indagini antimafia.
Va ricordato, infine, che nel provvedimento restrittivo è stato confermato il concorso nei reati contestati aIANNOLI Giovannianche diPECORELLI Gianmarco, ucciso a sua volta in un agguato di mafia il19.06.2018.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).