Nessuno, dalla sera di lunedì 11 aprile, aveva più visto l’elettricista Gianni Russo.
Gli operai che lavoravano con lui nel cantiere della ex Galbani in via Manin, tra il quartiere Adriano e la prima periferia di Sesto San Giovanni (Milano), avevano lasciato il 63enne artigiano, originario di Stornara, mentre lavorava agli impianti del capannone in ristrutturazione, arrampicato in cima a una scala telescopica e alle prese con una scatola di derivazione.
Nessuno era poi entrato martedì e soltanto ieri, mercoledì 13 aprile, alle 14.30 il corpo di Russo è stato notato immobile sul pavimento del capannone. I colleghi hanno dato l’allarme, ma i sanitari del 118 lo hanno trovato ormai morto da diverse ore.
Sul posto sono arrivati i poliziotti del commissariato di Sesto San Giovanni e gli specialisti dell’Ats, coordinati dal pubblico ministero monzese Cinzia Citterio: dovranno stabilire se ad uccidere l’elettricista sia stato un malore o una scossa elettrica, e se la tragedia vada conteggiata come morte sul lavoro.
Russo lascia una compagna e due figli di 14 e 17 anni.
(fonte: milano.repubblica.it)
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