Duplice omicidio a Torremaggiore, la ricostruzione dei carabinieri: “Non diffondete immagini inappropriate”

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Nella tarda serata di ieri 7 maggio i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di San Severo e della stazione carabinieri di Torremaggiore hanno dato esecuzione a un fermo di indiziato di delitto del Pm, disposto dal Procuratore aggiunto e da un sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Foggia, nei confronti di un soggetto albanese (Taulant Malaj, ndr), residente da anni in Italia, per duplice omicidio e tentato omicidio.

In particolare alle 2:00 della notte fra il 6 ed il 7 maggio, una donna (la moglie di Malaj, ndr) in stato di agitazione ha contattato il 118 (che a sua volta ha contattato il numero di emergenza 112) riferendo che il marito aveva accoltellato la figlia (Gessica, ndr) e un uomo (Massimo De Santis, ndr).

Immediatamente i militari della compagnia carabinieri di San Severo si sono recati presso l’abitazione della donna, nel centro torremaggiorese, riuscendo a intercettare e immobilizzare un uomo, di origine albanese, sporco di sangue, nei pressi dell’atrio di un condominio. La scena del crimine è stata immediatamente individuata e analizzata dai militari che all’ingresso, nell’androne del palazzo, rinvenivano il corpo esanime di un uomo di circa 50 anni mentre all’interno dell’abitazione vi era una donna con ferite da arma da taglio accanto al corpo della figlia, quest’ultima in stato di incoscienza.

I sanitari 118 immediatamente trasportavano le donne presso ospedale di Foggia per le cure, ma mentre la madre tuttora versa in prognosi riservata non in pericolo di vita, per la figlia non c’è stato nulla da fare poiché è deceduta durante il trasporto a causa delle gravi ferite riportate.

In maniera attenta i carabinieri, sotto la direzione dei pubblici ministeri, intervenuti sul posto, hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto anche grazie all’escussioni dei testimoni presenti, inoltre ritrovavano il coltello a serramanico utilizzato per commettere l’omicidio.

Alla base del gesto sembrerebbero esserci state dei moti di gelosia da parte dell’omicida nei confronti della moglie, poiché l’uomo ipotizzava una relazione extraconiugale con il 50enne, questi colpito da circa 20 fendenti al torace, addome e testa.

Il presunto omicida avrebbe girato un filmato con il telefonino negli istanti immediatamente successivi all’assassinio, filmando dapprima il corpo esanime dell’uomo per poi filmare la figlia in fin di vita e la moglie in stato di semincoscienza. Tale filmato sarebbe stato inviato dall’indagato a un connazionale albanese residente nel nord Italia che ha immediatamente allertato i carabinieri locali e con estrema probabilità ha inviato le immagini anche ad altri soggetti in corso di identificazione i quali a loro volta hanno divulgato il filmato attraverso il web.

Vittima del fatto, scaturito da gelosia, è anche una giovane ragazza di 16 anni, estranea ai rapporti tra gli altri soggetti coinvolti, ma intervenuta esclusivamente in difesa della madre e per sedare la furia omicida del padre.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: “Si precisa, dunque, che, al momento, a carico dell’indagato fermato sono stati acquisiti unicamente granitici indizi di colpevolezza. Si intende affermare, infatti, come l’indagato non vada considerato colpevole fino alla condanna definitiva, come sancito da risalente orientamento normativo e giurisprudenziale in materia”, fanno sapere i Carabinieri.

“Si fa appello al senso di responsabilità della cittadinanza invitandola a non divulgare ulteriormente video e/o immagini macabre e inappropriate, soprattutto nel rispetto dei familiari già afflitti da questa triste vicenda”, hanno aggiunto.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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