Amendola-gate, corruzione per superare concorsi. 6 misure cautelari, 2 sottoufficiali in carcere

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E’ arrivata l’ora delle misure cautelari, tra cui diversi arresti, per lo scandalo che dallo scorso autunno sta interessando la base Aeronautica di Amendola, a Foggia. Stamattina i militari del Ros dei Carabinieri - nelle province di Foggia, Napoli, Roma, Taranto e Benevento -  hanno eseguito sei misure cautelari personali nei confronti di sottufficiali, di un ufficiale dell’Aeronautica Militare e di un dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione,

ritenuti responsabili dei reati di corruzione, traffico di influenze illecite, falso e sostituzione di persona ed hanno contestualmente dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per 523.500 euro nei confronti di due sottufficiali, ritenuti i principali indagati. 

I provvedimenti sono stati emessi dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, a seguito delle attività investigative delegate al Raggruppamento Operativo Speciale nel 2021, dalle quali è emerso che i due sottufficiali, entrambi in servizio presso il 32° Stormo di Amendola, in concorso con altri soggetti, alcuni dei quali pubblici ufficiali non ancora identificati, sarebbero al centro di un circuito corruttivo volto a condizionare le procedure di selezione relative al reclutamento ambito forze armate e dell'ordine. 

Nel procedimento penale risultano indagate diverse persone, tra cui genitori e parenti di aspiranti candidati a concorsi, un sottufficiale della Guardia di Finanza, nonché un sottufficiale dell’Aeronautica Militare in congedo. 

L’Attacco a novembre scorso rivelò chi fossero i 19 indagati, tra cui 6 militari: i due sottoufficiali della base foggiana di Amendola Aldo Caurio, 49enne di Foggia, e Gennaro Sorgente, 56enne nato a Foggia ma residente a San Marco in Lamis; il 26enne foggiano Luigi D’Antuono, maresciallo dell’Aeronautica di stanza a Milano Linate; il 59enne foggiano Antonio Francesco Di Paola, tenente colonnello dell’Aeronautica (passato da Amendola alla base di Iacotenente in Foresta Umbra); il 55enne tenente colonnello Massimo Mastore di stanza nella base dell’Aeronautica di Taranto (barese ma residente a Martina Franca); il 55enne napoletano Arturo Salza, altro sottoufficiale dell’Aeronautica che lavora presso la base di Licola (Napoli). 

I restanti 13 indagati sono privati cittadini che avrebbero pagato somme di denaro per assicurarsi il superamento dei concorsi. Si tratta di tre foggiani, due genitori mattinatesi, tre sanseveresi, un uomo residente a Manfredonia, due uomini di Monte Sant’Angelo (di cui uno residente a Manfredonia), due genitori di Torremaggiore. 

Un’inchiesta incentrata su due figure in particolare: i sottoufficiali Caurio e Sorgente. Dodici gli episodi contestati dalla Procura. Nel corso della stessa attività d’indagine, su delega della Procura di Foggia, a novembre scorso furono eseguite alcune perquisizioni domiciliari, presso gli uffici e le abitazioni di alcuni indagati, durante le quali erano state sequestrate somme di denaro contante per circa 215mila euro, nonché orologi di valore ed altre utilità, ritenuto provento dell’attività illecita. 

Da segnalare la condotta di due sottufficiali gravati da misura, che seguivano i concorsi degli aspiranti sin dalle prime battute e ne curavano anche la preparazione. Nell’abitazione di uno dei soggetti, infatti, si tenevano vere e proprie lezioni tese alla preparazione con altrettante simulazioni, attinenti prove concorsuali e colloqui di psicologia, ritenuti fondamentali per il superamento del concorso.

Entrambi i due sottufficiali attraverso i propri contatti ed in cambio di utilità, sfruttando e vantando relazioni esistenti o asserite con pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio addetti al reclutamento, in cambio di indebite corresponsioni di denaro, sarebbero riusciti a fornire, alcune prove concorsuali in anticipo circa relativi a prove di concorsi di specializzazione e o intercedere riguardo le votazioni di taluni esami ambito prove fisiche o ancora in occasione di visite mediche necessarie ad attestarne la idoneità fisica. 

La gestione e la riscossione del denaro avveniva per mano di due sottufficiali dell’Aeronautica Militare (gravati dalla misura), i quali ricevevano dai genitori dei candidati (questi ultimi non sempre a conoscenza del pagamento per il superamento delle prove concorsuali), cui venivano fornite garanzie circa il superamento delle procedure concorsuali, una corresponsione di denaro variabile in base alla tipologia di concorso e alla prova concorsuale da sostenere, di cui il saldo finale, invece, veniva corrisposto al termine delle pubblicazioni della graduatoria. 

Per due sottufficiali è stata disposta dal Gip del Tribunale di Foggia, la misura cautelare in carcere, per un altro sottufficiale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per i restanti soggetti a vario titolo, obbligo di dimora nel comune di residenza, misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici e servizi per la durata di quattro mesi. 

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’Arma precisa che la posizione delle persone sottoposte a misura cautelari è al momento al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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