Le vie della transumanza dalla storia millenaria tornano a vivere con un nuovo turismo green e slow

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Si parte dalla consapevolezza della forte connotazione identitaria che è stata posta al centro di una programmazione istituzionale su recupero e rigenerazione, rivolta alle municipalità, alle comunità, alle imprese, ai consorzi, alle associazioni. Le regioni di Abruzzo, Puglia e Molise sono gli attori di un disegno di rinascita delle antiche vie d’erba percorse da pastori e greggi con la transumanza, patrimonio Unesco di una civiltà universale che appartiene alla storia dei territori legati all’esercizio dell’attività armentizia.

Delle iniziative volte alla rinascita ed al riuso polifunzionale di questo straordinario scrigno di opportunità si è ampiamente discusso sabato scorso nel Festival del Tratturo 2023, organizzato a Palazzo Dogana, antica Regia Dogana della Mena delle Pecore, fulcro dell’organizzazione della pastorizia nel Regno di Napoli, con l’uso dei pascoli regi e altri di proprietà privata, convogliando gli armenti attraverso i tratturi dall'Abruzzo, dal Molise e dalla Lucania nelle pianure della Puglia. Il Festival è stato organizzato dall’associazione aquilana “Tratturo Magno 4.0”, fondata e presieduta da Danilo Taddei, con il patrocinio del Ministero del Turismo, della Regione Puglia e della Regione Abruzzo, delle Province di Foggia, L’Aquila e Chieti, dei Comuni di Foggia e dell’Aquila, dei Club per l’Unesco di L’Aquila e di Foggia, e dell’Università di Foggia. La giornata di studio è servita a fare il punto sulle sinergie tra le tre Regioni del Tratturo, per una valutazione della fattibilità di un futuro Cammino dei Pastori.

“Se la transumanza è dal 2019 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco dipende dal fatto che se ne avverte tuttora la carica creativa, la capacità di fondere culture e identità plurali”, ha osservato in apertura dei lavori il vicepresidente Raffaele Piemontese, ricordando che la Regione Puglia ha stanziato un budget di 2 milioni di euro per la sistemazione di una parte del Tratturo Magno l’Aquila-Foggia, che con una lunghezza di 244 chilometri unisce l'alto Aterno al Tavoliere. La sfida da concretizzare è quella di mettere a punto una visione e una progettualità che spinga i territori a scegliere il fattore identitario per promuovere un pezzo di sviluppo locale. Per procedere in questa direzione si sta lavorando alla redazione di un documento di riordino del parco tratturi della Puglia, come ha rimarcato Costanza Moreo, dirigente della sezione Demanio e Patrimonio della Regione.

Il lavoro è stato reso possibile grazie all’impianto della Legge regionale n. 4 del 2013 in materia di demanio armentizio che ha codificato un complesso processo di pianificazione della rete tratturale articolato in tre fasi, ciascuna sostanziata da uno specifico elaborato: gli obiettivi che si prefigge il Documento Regionale di Valorizzazione è quello di fissare le regole entro cui devono essere predisposti i “Piani Locali di Valorizzazione” di competenza comunale. Il lavoro scientifico vede la cooperazione dell’Ufficio Tratturi, dell’Università di Foggia, il Dipartimento Dicathec del Politecnico di Bari, della Soprintendenza Archeologica Foggia-Bat e si appunta sul rilevamento della dimensione ecologica, economica e culturale dei contesti analizzati e censiti, nella definizione delle relazioni tra città-campagna e nel progetto di fruibilità eco-sostenibile dei tracciati oggetto di valorizzazione.

Ad entrare nel merito del progetto per la rigenerazione dei territori del Tratturo Magno è stato Alessandro Di Loreto, coordinatore dell’Associazione che si è fatta promotrice del Festival: “Si tratta d’individuare progetti di riuso dei tratturi regi e altri tratturi, come nuovi lunghi ‘cammini dei pastori’ dove si riscopre un’impronta storica religiosa e laica; il recupero dei cammini oggi è coerente con il turismo nella natura; si creano quindi, sui tratturi, cammini con connotazione laica e religiosa. Spazi per i pastori e le greggi, spazi riaperti al pascolo stanziale, ma con nuova funzione aperta anche ai pedoni, alle bici, ai cavalli, ai viaggiatori con animali da compagnia” ha precisato Di Loreto, illustrando come dalla tradizione storica si possa procedere in direzione di una nuova Ed identitaria economia turistica tra popolazioni “cugine” avvicinate da sempre da contaminazioni e mescolanze di culture, come ha rimarcato Raffaele Daniele vicesindaco de L’Aquila. 

Esemplare è l’esperienza che si sta realizzando in Molise, dove il Sindaco di Campodipietra Giuseppe Notartomaso ha promosso una strategia turistica imperniata sul potenziamento del percorso di tre tratturi, due bracci e due tratturelli, ripristinandone la totale percorribilità, con il recupero e il collegamento dei borghi lungo il tracciato. Con un investimento di 129 milioni di euro assegnati dal CIS e l’adesione di 59 comuni ed un consorzio, si sta materializzando il sogno di realizzare un cammino secondo il modello di Santiago di Compostela, su quelle che furono le vie della transumanza.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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