Lunga vita al cortometraggio dal titolo AKKA, con la regia di Mattia De Gennaro e la produzione dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, già selezionato e vincitore di premi e menzioni in vari festival, tra i quali lo Student Academy Award, che ha conquistato anche la giuria dello Student Film Festival, incassando il premio per la migliore opera in concorso nella sezione University. La trama, in sintesi, racconta dell’arrivo di una giovane coppia tra le rovine di una città fantasma fa sì che quest’ultima prenda vita, assumendo fattezze umane. Disorientata, essa viene presto attirata da un sibilo crescente, che la porterà a vagare con l’intento di scoprirne l’origine. Ciò che scoprirà la metterà dinanzi a una verità che, sino a quel momento, non le era stato possibile comprendere.
“Il corto è nato con l’intenzione di indagare sul Rione Fossi di Accadia, che è stata teatro delle Residenze Akka, laboratori di didattica artistica organizzati e coordinati dal professor Antonino Foti - spiega a l’Attacco l’autore, regista e sceneggiatore originario di Molfetta Mattia De Gennaro –. In principio ci era stato proposto di girare un documentario sia sulla parte abbandonata del Rione e in generale sull’intero abitato del centro dei Monti Dauni meridionali. Ne sarebbe scaturito un documento etnografico su usi e costumi degli abitanti, ma noi però abbiamo fatto una scelta diversa. Non puntavamo ad un prodotto che replicasse altre narrazioni, scegliendo un canone che vede sempre l’osservatore esterno arrivare in un ecosistema e raccontarlo senza averne capito l’essenza, ma abbiamo cercato di porre le domande all’unica entità che potesse darci risposte, e quindi alla città stessa”. La giuria della sezione speciale del Foggia Film Festival 2003, con la direzione artistica di Pino Bruno, ha premiato l’opera per la cura delle immagini e la gestione dei suoni: “Sono rimasti colpiti dalla nostra capacità di elevare il paesaggio e raccontare il luogo riuscendo a dargli un’emozione, oltre la sola rappresentazione materiale - spiega ancora De Gennaro, al terzo anno del corso in Cinema, fotografia e audiovisivo -. Va sottolineato l’ottimo apporto del sound designer Gabriele Ciavarella e dell’aiuto regista Davide d’Addato che sono riusciti a creare l’effetto di empatizzazione con i luoghi attraverso il suono”.
Il cortometraggio della durata di 16 minuti, sarà visibile sulla piattaforma Youtube dal prossimo 3 dicembre: girato nel corso di nove giorni durante la prima edizione delle Residenze AKKA nel 2022, ha richiesto un lungo lavoro di post produzione, da ottobre dello scorso anno fino a febbraio 2023.
Il cortometraggio AKKA è certamente il più eccellente lavoro (ma non il solo) che vede la luce come elaborazione finale e multidisciplinare dei laboratori realizzati per due anni consecutivi ad Accadia, grazie all’intuizione del professor Antonino Foti, vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia. L’idea è stata quella di mettere insieme studenti e docenti nell’esperienza totalizzante della residenza d’artista e collegare le diverse discipline della scultura, della pittura, decorazione, arte ambientale, cinema e audiovisivo, fotografia e land art, costruendo una sinergia creativa e osmotica con storia, cultura e bellezza della cittadina di Accadia, dei luoghi naturali che ne contornano l’abitato.
Gli studenti, i docenti e gli artisti ospiti hanno così potuto esplorare e lavorare in nuovi ambienti diversi dalle loro aule o spazi di lavoro tradizionali, in una pratica in cui si interagisce anche per contaminazioni, nella dimensione della comunità. Una sinergia che nella prima edizione è stata potenziata dall’incontro con la musica dell’Accadia Blues Festival, evento di altissimo livello e di grande richiamo per tutti gli appassionati del genere, organizzato con la direzione artistica di Rocco Pasquariello.
“Stiamo già al lavoro alla terza edizione di Residenze AKKA, ho già preparato le schede del progetto che proporremo il prossimo anno - annuncia a l’Attacco Antonino Foti -. L’idea nuova è quella di creare un’interazione tra arte e artigianato coinvolgendo gli artigiani del posto con i quali abbiamo avuto già modo di confrontarci nelle precedenti edizioni. Credo sia necessario far conoscere anche la manualità ai ragazzi, tra l’altro l’arte contemporanea fa uso in ampia parte del ricorso ai saperi artigianali, sarà interessante il collegamento tra questi due mondi”.
E’ stato possibile realizzare le due precedenti edizioni grazie all’ospitalità della comunità ma soprattutto del Sindaco De Paolis che, insieme al referente alla cultura Carmine Mastrangelo, ha messo a disposizione alloggi, pasti e servizi per tutti i partecipanti, come sottolinea Foti: “Il Comune di Accadia si è davvero prodigato nel fornirci tutto ciò di cui avevamo bisogno, la gente del borgo è stata meravigliosa, il Sindaco altrettanto, lo stesso devo dire di Carmine Mastrangelo, che è anche un grande amico. Ma per l’edizione del 2023 spererei che anche l’Accademia di Belle Arti si facesse carico di sovvenzionare il progetto, anche in prospettiva di una istituzionalizzazione di Residenze AKKA” spiega il professore. Per il futuro c’è anche l’idea di estendere l’esperienza della comunità d’artista ad Accadia nel corso dell’intero anno, arricchendo il programma e dando una struttura permanente all’evento.
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