“A un certo punto sentivo di essere il corpo estraneo, rigettato”. E’ in estrema sintesi la valutazione fatta a l’Attacco dall’ormai ex presidente della Deputazione feste patronali di Cerignola Angiolo Pedone, il quale sabato scorso ha rassegnato le proprio dimissioni irrevocabili. “Sono amareggiato – ha aggiunto Pedone, che continua ad esercitare la professione di avvocato – perché avevo in mente di portare qualcosa di innovativo, come la creazione di un sito online. Gruppo chiuso? In effetti, non è stata gestita per calamitare soprattutto i giovani, anzi molti hanno manifestato tale doglianza, di chiusura”. Prima di entrare nel merito, Pedone ha voluto fare una premessa: “Da parte della famiglia Pedone c’è sempre stata una grandissima devozione nei confronti della Madonna di Ripalta. Prova ne è che mio nonno Giuseppe è stato presidente della Deputazione feste patronali e nel 1951 donò un carro trionfale per portare in processione l’icona della Madonna. Successivamente anche mio fratello Giuseppe è stato presidente ed esattamente 30 anni dopo, nel 1981, ha donato l’attuale carro. Mio padre, ai suoi tempi, ha fornito la sua vicinanza e partecipazione, mio nonno inoltre ebbe un riconoscimento dell’allora vescovo, l’onorificenza da commendatore. Questo per significare l’attaccamento della famiglia Pedone all’istituzione e la devozione alla Madonna”.
La nomina del presidente è conferita dal vescovo, mentre la partecipazione alla Deputazione è spontanea: bisogna avere una certa morale per poter far parte dell’associazione.
“Quando mi è stato chiesto se ci fosse stata da parte mia la disponibilità ad assumere la presidenza, ovviamente sono stato ben felice di accettare per servire la nostra Patrona e per continuare la tradizione familiare – ha affermato –. Quando mi sono insediato, durante la prima riunione, ho specificato che avrei seguito il solco tracciato da chi mi aveva preceduto per creare un clima di serenità e collaborazione. Però già in quell’occasione, è stata una percezione, ho intuito che la mia entrata non fosse proprio gradita al cento per cento. Successivamente, poi, ho constatato che effettivamente c’era un modus operandi e una valutazione in termini di proiezione che non combaciavano”.
Pedone, poi, ha parlato di un primo episodio negativo. “Mi sono permesso di dire di creare un’immagine un po’ diversa anche del locale che ospita la sede della Deputazione, specificando che mi sarei accollato i costi, mettendo ad esempio sul portone la sacra immagine della Madonna, delle fioriere, delle luci – ha affermato –. In un primo momento tutti erano d’accordo. Poi, alla successiva riunione, mi è stato detto che non si poteva fare nulla per volere del sacerdote don… (qui Pedone ha deciso di non fare il nome, ndr). Inoltre, mi è stato riferito che questo don si è sempre interessato e ha sempre vigilato sull’operato. Questo è stato uno dei primi segnali”.
“Successivamente – ha aggiunto Pedone – abbiamo approcciato l’organizzazione della festa patronale, quindi i vari contratti per lo spettacolo musicale, le luci e ho capito che c’era un meccanismo ormai consolidato che io non ho condiviso, specificando che non volevo sindacare l’attività di chi mi aveva preceduto. Però, a un certo punto, ho dovuto constatare che il mio orizzonte era completamente diverso. Mi sono trovato di fronte a un modo di fare che mal si concilia con un andamento ordinato”.
Oltre al presidente, anche il segretario/tesoriere Francesco Genovese era l’elemento di novità della compagine del consiglio della Deputazione, quest’ultimo formato da cinque componenti votati durante la prima assemblea. In totale gli appartenenti all’associazione sono circa 40.
“Il nostro apporto – non gradito – è stato contrastato mettendoci in minoranza – ha specificato Pedone –. Gli altri tre, già presenti in precedenza, hanno sempre sindacato, dalle cose più ovvie a quelle più importanti, il mio operato. Sono poi stato messo di fronte a un aut aut: per avere la collaborazione, io presidente mi sarei dovuto adeguare. Allora ho preferito uscirmene, perché non vorrei creare lotte intestine. Sono altrettanto convinto che determinate questioni debbano essere indirizzate o regimentate e non gestite allo sbaraglio”.
Sarà difficile un ripensamento di Pedone perché – come ha detto a l’Attacco – non c’è più l’armonia per andare avanti. L’avvocato si è detto anche disponibile a un dibattito pubblico con gli altri consiglieri, anche se ha avuto la sensazione che non si volesse alzare un polverone.
“Prima di rassegnare le dimissioni, ho chiesto al vescovo (mons. Fabio Ciollaro, ndr) – tramite il suo segretario – di avere un colloquio, ma è stato molto difficile, tant’è che il tutto è stato demandato al suo vicario. Il quale ha ascoltato le mie parole, senza fare altro, ha preso atto delle dimissioni. E non sono stato più contattato da nessuno. La sensazione è che il mio passo indietro è stato gradito dalla compagine del consiglio della Deputazione e anche dalla Diocesi”.
Ora, si dovrebbe nominare un nuovo presidente: pare però che si voglia proseguire in questo modo, con la postazione ‘vacante’. Dall’amministrazione si sono detti preoccupati, in particolare per l’organizzazione della festa patronale, però non dovrebbero esserci grosse problematiche.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).