Sulle orme di Skanderberg, buona la prima. A Casalvecchio centinaia per la rievocazione storica arbëreshë

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Grande festa e centinaia di persone sabato sera a Casalvecchio di Puglia per la prima edizione di “Sulle orme di Skanderberg”, rievocazione storica che celebra la cultura arbëreshë quale tratto distintivo di quella comunità locale di Capitanata a partire dalle vicende del Medioevo che annoverarono l’approdo in Italia di Giorgio Castriota Skanderberg (condottiero ed eroe nazionale albanese) e il suo drappello di guerrieri giunti in aiuto del re aragonese di Napoli Ferdinando I nella lotta contro il rivale Giovanni d'Angiò ed il suo esercito. 

Vicende all’esito delle quali parte di quei valorosi guerrieri albanesi si stabilirono definitivamente nelle dolci terre del sud Italia, diventando agricoltori e pastori, e fondando varie comunità in tutto il meridione della Penisola, tra cui, appunto, Casalvecchio. Che ha mantenuto fino ad oggi le tradizioni di quel popolo, ora valorizzate per trasformare l’identità culturale in volàno turistico. 

L’evento ha avuto il via nel tardo pomeriggio in piazza Vecchio, quando, con “L’arrivo di Skanderbeg”, hanno preso forma le performance teatrali e il corteo snodatosi lungo tutto il borgo, durante il quale si sono alternati  – oltre ad attori e figuranti – anche musicisti ed artisti. Il gran finale, poi, in piazza Madonna delle Grazie con il concerto dei marchigiani Errabundi Musici in stile musicale rigorosamente medievale, e uno spettacolo di acrobati, giocolieri, giullari e danza aerea. 

Spazio anche ai più piccoli in piazza Bersani dove è stato rappresentato il Medioevo dei Bimbi, un teatrino con pupazzi medievali, mentre per tutta la giornata in piazza Madonna delle Grazie è stato allestito un “accampamento militare”, uno spazio per giochi storici, un mercato medievale, taberne e botteghe enogastronomiche (in cui a farla da padrone, oltre all’acclamatissimo caciocavallo impiccato, è stato anche il Cëllit, gustosa zuppa tipica di Casalvecchio, chiaramente di origine arbëreshë). 

Più di 100, inoltre, le persone coinvolte in questo spettacolo unico nel suo genere, che ha trasformato il cuore del paese in un borgo del 1400 e la cui direzione artistica è stata affidata a Michele Amendolagine, aiutato da Francesco Finizio di Strumenti e Figure e Francesco Gravino, regista teatrale di San Severo. Autore dei testi è stato Antonello D’Arcangelo, di Casalvecchio di Puglia, mentre il romano Gianluca Delle Fontane e Giancarlo Luce di Massafra gli attori professionisti coinvolti.  

“E’ andata decisamente bene – ha dichiarato il primo cittadino di Casalvecchio, Noè Andreano - con una presenza al di sopra delle nostre aspettative. Essendo la prima edizione non potevamo avere la certezza del successo in termini visite, che invece poi si è rivelato. Ci tenevamo tanto, abbiamo lavorato molto e stiamo lavorando su diversi fronti per valorizzare l’appartenenza culturale della comunità, la nostra identità, per la quale vogliamo spendere tutte le nostre forze affinché questo borgo dei Monti Dauni possa avere la sua giusta rappresentazione anche al di fuori dei confini locali – ha sottolineato Andreano, che ha poi ha proseguito -. Sono felice e soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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