Ricicla Cash Point: libri, abbigliamento, oggetti. Un modo nuovo per riutilizzare ciò che non serve più

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Nasce a Cerignola un modo nuovo per riciclare indumenti e scarpe, libri e fumetti, accessori e oggetti vari, giocattoli, bigiotteria. Dal 9 novembre, infatti, è presente il Ricicla Cash Point, punto in cui è possibile portare tutto ciò che, per un motivo o per un altro, non viene più utilizzato e ricevere un corrispettivo in denaro un tanto al chilo. Si tratta di un’esperienza di riciclo non inedita altrove ma del tutto sconosciuta a gran parte della cittadinanza cerignolana che, stando ai commenti social, ha reagito in modo variegato (e non sempre favorevole) all’apertura dell’attività. “L’idea originale appartiene a Maurizio Irmici, un imprenditore di San Severo – spiega a l’Attacco Giuseppe Cortese, gestore del punto Ricicla Cash Point di Cerignola – In meno di un anno, è riuscito ad aprire ben otto punti (quello di Cerignola è appunto l’ottavo, n. d. r.) ed un nono sarà aperto prossimamente a Barletta”. Gli otto punti sono sparsi tra l’Abruzzo, il Molise e la Puglia: “Le attività aperte si trovano a Vasto, Lanciano, Pescara, Chieti, Manfredonia, Foggia e Termoli, che è stato aperto nello scorso marzo ed è stato il primo point in assoluto”, elenca Cortese che passa poi a spiegare in che modo funziona il riciclo attuato dalla catena: “Noi siamo un centro raccolta di usato presso il quale la gente può portare tutto ciò che non usa più. Ovviamente tutto è diviso per tipologia: per esempio, per quanto riguarda l’abbigliamento escludiamo le scarpe dal 42 in su, che vengono pagate al paio. Dal 41 in giù, esse vengono incluse nell’abbigliamento”.

La caratteristica del Ricicla Cash Point è infatti che “la roba portata dal cliente viene pesata e pagata un tanto al chilo, ad esclusione delle scarpe dal 42 in su. Per il resto, tutto viene pagato al chilo: romanzi e fumetti; oggetti vari; bigiotteria; rame. Accettiamo anche i capispalla che comprendono esclusivamente capi in vero visone, che vengono pagati al pezzo. Il tutto previa registrazione del cliente, che lascia i propri dati e la quale diamo una ricevuta che, pur non avendo alcun valore fiscale, testimonia la serietà della nostra attività. Questo risponde alla politica aziendale che vuole distinguersi da certe realtà che praticano illecitamente l’attività”. 

Il materiale viene tutto trasportato a San Severo, dove è situato il capannone in cui tutto viene stoccato: “A San Severo lavorano 80 persone che selezionano, smistano e igienizzano la merce. Una volta terminate queste operazioni, la merce viene caricata nei container e spedita in Africa ed in Asia, dove viene venduta. In quanto attività commerciale non facciamo beneficienza – precisa Cortese – Tuttavia, una cospicua parte viene donata alle associazioni del territorio che si occupano delle persone più bisognose”.

Essendo aperto da nemmeno due settimane (il point è chiuso durante i fine settimana), è certamente prematuro fare un bilancio, sebbene qualche indicazione sia già emersa in modo chiaro. Dice infatti il gestore dell’attività di Cerignola: “Tra tre mesi tireremo le prime somme. Intanto abbiamo dovuto sospendere il ritiro di oggetti e giocattoli dappertutto, visto che abbiamo i magazzini pieni. Circa Cerignola, fino ad oggi abbiamo raccolto poco più di una tonnellata di abbigliamento. Per la precisione, 1,171 tonnellate. Per la bigiotteria siamo intorno ai 4 chilogrammi, un po’ di più per i libri”. Un buon risultato? “Sì, ma si può fare molto di più. Rispetto agli altri centri, gli incassi sono ancora inferiori. Attualmente si aggirano sui 50 euro giornalieri. Il che ci sta, visto che siamo gli ultimi arrivati”. 

Il motivo potrebbe stare nel fatto che molti cerignolani ancora non sanno dell’esistenza del punto: “Nel mio piccolo, ho pubblicizzato l’attività su Instagram e TikTok, ma credo che il passaparola sia ancora il mezzo pubblicizzato più diffuso in città. Ho anche diffuso le immagini del point su un noto gruppo Facebook di Cerignola, ma molti commenti ricevuti non sono stati quelli che mi aspettavo – rivela Giuseppe Cortese – Non so, forse la gente non ha ben compreso il funzionamento della nostra attività. Negli altri paesi in cui i Ricicla Cash Point hanno aperto, l’accoglienza è stata molto diversa. Comunque, si tratta di un progetto valido che, con il tempo, è destinato a crescere. Di questo sono assolutamente convinto e lo dico perché ho fatto formazione recandomi negli altri centri e ho visto come si lavora. Per fare un esempio, a Manfredonia il point ha aperto solamente lo scorso maggio, ma il successo è stato enorme e la merce viene caricata due volte la settimana. E anche se a Cerignola c’è ancora diffidenza intorno a questa attività, sono certo che con un uso mirato dei social e con il passaparola anche qui la cosa prenderà piede”, è la conclusione del gestore. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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