Dodici storie, la formazione di una squadra di calcio, ruolo per ruolo, più un allenatore. Storie di provincia di quando il fubbàll aveva le ali, i campi erano di terra e polvere e i numeri sulle maglie andavano dall’1 all’11. Lo scrittore abruzzese Remo Rapino, vincitore del Campiello nel 2020, racconta dodici calciatori “minori” nel suo ultimo libro pubblicato da Minimum Fax, un album di figurine di quelli delle ultime file: piccole biografie di calciatori non illustri, brutti, storti, anonimi.
Vecchi mobili tarlati dall’età e dai ricordi. Giocatori tristi che non hanno vinto mai. Una squadra di esclusi e di spasulati che non troverete in nessun campionato.
Eppure ad ascoltarne le voci si avverte tutto il canto di nostalgia per i debutti, le promesse mancate, gli infortuni e le altre imboscate della sorte, i rari colpi andati a segno, insomma per quel tempo in cui tra gli uomini c’era un rispetto, un trattarsi da pari a pari, qualunque fosse il loro stato. Con la speranza che questo tempo, dove si poteva giocarsela finché si aveva fiato, possa ancora tornare.
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