Le animazioni del giovane Alessandro Curiello donano nuova vita a 13 opere del pittore Wolfgang Lettl

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C’è un fil rouge che unisce Augsburg, Barletta e Manfredonia. E si chiama Lettl. Augsburg è la città natìa della famiglia Lettl; Manfredonia è il luogo dove continuano a trascorrere gran parte del loro tempo; e Barletta, invece, è la città del 23enne Alessandro Curiello. È lui ad aver realizzato 13 animazioni, una per ogni opera di Wolfgang Lettl, che appartengono alla serie ‘Visita agli Inferi’. Alessandro ha da sempre la passione per l’arte, i musei, per la pittura e stava studiando Grafica e illustrazione presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano quando, per la preparazione di un esame nell’ottobre 2021, ha scoperto le opere del pittore surrealista Wolfgang Lettl.

Nel gennaio 2022, Alessandro contatta Florian Lettl perché vuole mostrargli un video nel quale aveva animato alcune opere di suo padre Wolfgang Lettl. “Da quel giorno, abbiamo cominciato a lavorare insieme”, aggiunge. Infatti, già dal febbraio di quell’anno, Alessandro è stato ospitato nella dimora sipontina di Florian e di sua moglie Elizabeth, dove “si respira arte dovunque, dal giardino agli ambienti interni”.

E si è messo subito al lavoro, “utilizzando le più recenti possibilità multimediali per animare i quadri di mio padre – spiega Florian Lettl a l’Attacco -. È emozionante vedere cosa ne esce fuori. Mi ha poi fatto particolarmente piacere essere riuscito a convincere Alessandro a scrivere testi per accompagnare le animazioni. È incredibile quanta profondità ci sia nelle sue riflessioni”.    

Pochi giorni fa, Curiello è volato in Germania per prendere parte all’inaugurazione della mostra ‘Memento mori’, che si svolge nel Lettl Museum, inaugurato nel 2019 nell’occasione del centenario della nascita di Wolfgang Lettl.

Cosa c’è dopo la morte, è il dilemma su cui verte la serie di quadri di Wolfgang Lettl. La serie ‘Visita agli Inferi’ rappresenta un viaggio durante il quale si incontrano “mostri, creature fantastiche, porte infinite e labirinti, fino a raggiungere la luce alla fine del tunnel. Non so cosa significhi veramente – ammette Curiello – ma accetto l’idea di non conoscere la verità”.

Nei video “ci sono i miei pensieri sulle opere di Wolfgang che, a volte, sono anche storie della mia vita. Il mio viaggio inizia con Caronte, il traghettatore negli Inferi, passando attraverso mille ostacoli da superare. Fino alla liberazione della colomba che, forse, siamo noi stessi. Non sappiamo se il nostro viaggio finisce e siamo quindi liberi, oppure se siamo di nuovo intrappolati all’inizio del viaggio e dobbiamo ripeterlo all’infinito, come se fosse un loop”.

I video di Alessandro accompagnano i visitatori della mostra sui tablet di cui vengono dotati e, nei prossimi giorni, saranno pubblicati in esclusiva sui canali virtuali de l’Attacco. Ognuno dei 13 dura circa 1 minuto, ma dietro ci sono tra 5 e 8 settimane di lavoro per ognuno di loro.

“La prima cosa che faccio è scrivere la storia nella mia testa, poi procedo con lo storyboard – racconta Alessandro - che mi permette di essere coerente con quello che vorrei creare. Nel caso di specie, è servito anche per comunicare a Florian cosa avrei voluto trasmettere, e in che modo”. Successivamente c’è la fase grafica vera e propria, quando “vado a scontornare tutte le immagini” e, infine, “preparo prove su prove di animazione” per raggiungere il risultato che si prefigge.

Nonostante resti molto misurato durante tutto il colloquio, Curiello non nasconde quanto sia stato soddisfacente volare in Germania per l’inaugurazione della mostra che è accompagnata dalle sue animazioni. “Già solo quando Florian mi rivolse l’invito, ero felice. Pensavo che il mio lavoro per un esame mi stava portando lì. Capisci non proprio che ce l’hai fatta ma che, comunque, si può continuare su questa strada”.

Una volta al Lettl Museum, nella serata inaugurale di ‘Memento mori’, Alessandro ha vissuto momenti di ansia ma anche di soddisfazione. “Ho studiato tedesco al Linguistico ma da 4 anni a questa via non lo usavo più. Sarà stato per la tensione che provavo, ansia genuina che mi fa restare concentrato, ho comunque capito tutto quello che veniva riferito in tedesco”.

Sono stati mostrati i video e, nel frattempo, Alessandro scrutava il pubblico. “Erano tutti molto attenti, con gli occhi quasi spalancati di sorpresa. Mi sono parsi contenti, sicuramente non si sono annoiati”. Appena è finito l’ultimo video, “è partito un applauso spontaneo, che mi ha fatto sentire i brividi di gioia”. Quasi a turno, ognuno dei presenti ha voluto testimoniare ad Alessandro che “gli avevo lasciato qualcosa. Avevo risvegliato emozioni, e questo è stato per me molto appagante. Nel caso dei giovani – spiega – c’è maggiore abitudine per le animazioni e tutto ciò che è dinamico. Il pubblico del museo è invece diverso, anche anagraficamente, perciò la mia soddisfazione è stata sicuramente maggiore”.

Adesso, Alessandro Curiello sta facendo un master in animazione a Perugia. E si accomiata da l’Attacco con un invito, rivolto a tutti: “Lasciatevi ispirare. Immergetevi nel mondo che Wolfgang ci ha dipinto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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