L’Italia, anche nel 2023, si attesta leader a livello mondiale per produzione, commercializzazione e, soprattutto, per la qualità del suo vino. Qualità che deriva anche dal fatto che il Belpaese ha il maggior numero di vitigni autoctoni, con 545 varietà di vite da vino e 182 varietà di vite da tavola.
A livello mondiale sono più di 1300 solo le varietà da vino. Al Vinitaly, che si chiude oggi a Verona, ci sono anche tante aziende di Capitanata, malgrado, in generale, l’aumento dei costi logistici e l’e-commerce, sono andati un po' a modificare la filosofia del discorso fieristico nazionale. L’appuntamento, però, lascia sempre sensazioni ottimistiche e positive:
“Il sistema fieristico italiano è sempre attivo e interessantema oggi sta diventando quasi un lusso, per via dei costi – ha esordito a l’Attacco, Lucio Pistillo de L’Antica Cantina di San Severo -. Senz’altro il Vinitaly resta un luogo importante d’incontro e confronto. Tra l’altro, L’Antica Cantina è l’unica a commercializzare il San Severo DOC in Italia e all’estero, oltre che portarlo al Vinitaly".
"A Verona abbiamo uno stand fisso da oltre trent’anni e ciò vuol dire che, al di là dei costi, il Vinitaly diventa un luogo dove poter andare oltre la vendita, fa crescere le aziende, e fa capire le tendenze dei consumatori”. Le conclusioni di Pistillo: “Abbiamo avuto molti contatti e speriamo che si concretizzino, perché il Vinitaly non è più un luogo in cui si concludono i contratti ma siamo ottimisti anche per questa edizione”.
Leitmotiv ripreso da Orazio Garofalo, amministratore unico delle cantine sanseveresi Sangue di Puglia, così a l’Attacco: “L’azienda è nata dodici anni fa e siamo presenti da undici al Vinitaly. Si tratta sempre di un evento che dà i suoi riscontri, ma si paga il calo dei consumi di vino, tanto nel mercato interno, quanto in quello estero. Quest’anno, però, se vista una leggera ripresa rispetto al passato. Verona resta sempre un luogo che dà la possibilità del confronto per capire quali siano le tendenze e le problematiche comuni”.
Un bilancio, positivo per Garofalo: “Senza dubbio, torniamo a casa con un bilancio positivo per l’azienda, al netto di un discorso più generale legato al calo del consumo di vino”. Il Vinitaly, a Verona, resta comunque un appuntamento atteso e che riviste una chiara importanza nel settore, anche se inizia a presentare delle criticità: “Il sistema fieristico in generale italiano ed europeo va rivisto e modificato – ha esordito a l’Attacco, Gianfelice d’Alfonso Del Sordo, delle omonime cantine -. La questione principale è legata ai costi di gestione e, quindi, al ritorno che le aziende presenti devono avere".
"Prima c’erano molti più compratori, nel senso letterale del termine, con potenzialità di acquisto. Oggi, invece, ciò è più lento, è rallentato, perché si fa più scouting. Le aziende piccole, come le nostre, stando puntando di più al ‘Be2Be’ (Business-to-business, spesso indicato con l'acronimo B2B, in italiano commercio interaziendale, ndr), nel senso del contatto diretto verso i compratori. Le aziende più strutturate scelgono di più le fiere, perché sono più presenti sul tutto il territorio nazionale con il loro prodotto, e anche chi compra lo fa direttamente in fiera, come la Vinitaly”.
Le conclusioni di Gianfelice d’Alfonso: “Al Vinitaly, come dicevo, per ciò che concerne tutto il discorso fieristico, va rivisto nel suo complesso a livello europeo. Magari stanno incidendo anche i tristi avvenimenti internazionali”. Ma ci sono novità per ciò che concerne il prodotto biologico: “In dieci anni sono raddoppiati i vigneti biologici in Puglia, con 96 cantine bio e 350.000 ettolitri prodotti,
il 15% sul totale nazionale con una decisa spinta alla transizione ecologica che ha portato le cantine pugliesi a prestare sempre maggiore attenzione all'ambiente”, è quanto afferma Coldiretti Puglia, con l’analisi sulla base dei dati Sinab diffusa durante l’incontro, a cui ha partecipato il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, con gli operatori del settore nello Spazio della Regione Puglia in occasione della 57^ edizione del Vinitaly.
“Sono 4.420 gli operatori della filiera vitivinicola biologica, di cui 3.698 produttori esclusivi, 148 preparatori esclusivi e 574 produttori/preparatori, con il comparto del vino biologico che testimonia una grande vivacità anche a seguito del notevole interesse che i mercati. Sul fronte dell’uva da tavola la Puglia non ha rivali con 1.700 ettari, il 74% del totale nazionale, grazie agli sforzi dei viticoltori che hanno aumentato la qualità delle produzioni e, al contempo, è stato diminuito l’impatto ambientale e la percentuale di residui, la più bassa al mondo”.
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