Pubblico in visibilio ieri sera a Foggia per l’esibizione della celebre pianista giapponese Hiromi nell’ambito del Giordano in Jazz, presso il teatro Umberto Giordano. Accompagnata dai musicisti del progetto Sonicwonder, l’artista classe ’79 scoperta da Chick Corea, acclamata in tutto il mondo, ha trascinato gli spettatori in una tempesta di energia tra classica, rock, elettronica e jazz-fusion, nell'unica data italiana del tour italiano 2025 oltre a Padova.
Esplosiva e magnetica la sua presenza sul palco, con pianoforte e tastiera diventati estensione del corpo e un perfetto dialogo con la band in esplorazioni sempre imprevedibili. È una di quelle performance che si ricordano, una vera esperienza d’ascolto immersivo.
Un colpaccio per l’ideatore e organizzatore del 2015 della rassegna che porta il meglio della musica internazionale a Foggia, il dirigente Carlo Dicesare. Anche la versione invernale del Giordano in Jazz sta mostrando i risultati dell’ottima collaborazione col Moody Jazz Cafè di Nino Antonacci e Mario De Vivo. Presenti anche la sindaca Marida Episcopo e gli assessori alla cultura Alice Amatore e al bilancio Davide Emanuele.
Dopo il primo appuntamento dello scorso 4 novembre con la tromba di Keyon Harrold, musicista americano che negli ultimi anni ha riscritto le regole del jazz, e la memorabile serata di Hiromi’s Sonicwonder a chiudere la rassegna, il 9 dicembre, sarà la raffinata arte della vocalist britannica Emma Smith, capace di alternare ballate soul, standard reinterpretati e momenti di rara finezza acustica. La sua voce è uno strumento duttile che racconta storie di resilienza e bellezza, unendo generazioni e continenti nel segno di una musicalità elegante e, al tempo stesso, profondamente accessibile.
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