È stato un sabato speciale quello di ieri per Foggia, dove si è svolta la Notte bianca giordaniana nell'ambito della prima edizione del Gio Festival, dedicato al compositore simbolo della città capoluogo e della Capitanata, Umberto Giordano. Molteplici gli appuntamenti che hanno richiamato folle di persone. Dapprima “Danzando l’opera. Gran gala di danza da Georg Friedrich Handel a Umberto Giordano”, che ha visto all'interno del teatro "Umberto Giordano" la prima esecuzione assoluta col Balletto di Roma. Molti coloro che non sono potuti entrare, poi, nel chiostro di Palazzo Dogana, gremito per “Vissi d’arte, vissi per Maria. Omaggio a Maria Callas”, con Giampiero Mancini e l'Ensamble "U. Giordano".

La presunta esclusione della Capitanata dal film La Meraviglia del Mondo del regista e produttore Francesco Lopez con la sua casa produzione indipendente OZ Film, con protagonista e co-produttore l’attore Riccardo Scamarcio, con la sua società Lebowski, dedicato alla figura leggendaria dell’imperatore Federico II di Svevia, noto come Stupor Mundi, ha suscitato non poche polemiche. A l’Attacco, l’esperto di marketing territoriale Enzo Dota era stato categorico: “Il problema grosso di tutta questa storia è che di fronte ad una situazione del genere la comunità foggiana non insorge”. Evidentemente, però, alla provincia resta ancora un briciolo di dignità. Perché le conseguenti reazioni sono state il segnale di chi non vuole piegarsi di fronte a ricostruzioni storiche frammentate e di chi non vuole essere messo da parte davanti a mere logiche commerciali. Sul tema si era espresso anche il consigliere comunale di Foggia, Antonio De Sabato, lanciando una sfida ambiziosa: la candidatura del “Paesaggio Culturale Federiciano del Tavoliere delle Puglie” a Patrimonio Mondiale UNESCO. Secondo De Sabato, “è arrivato il momento di costruire un progetto che riporti la Capitanata al centro della narrazione storica e culturale che merita”. Esclusione ripresa anche da Pasquale Cataneo, anch’egli consigliere comunale nel capoluogo, che l’ha definita “una ferita culturale e identitaria per un territorio che fu, per quasi trent’anni, una delle sedi politiche e simboliche più importanti dello Stupor Mundi”, ha concluso. “Una scelta che appare in palese contrasto con la documentazione storica e con il ruolo centrale che Foggia ebbe nella vita politica, amministrativa, scientifica e personale dell’imperatore svevo”. Per ultimo, è intervenuto pure il Sindaco di Torremaggiore, Emilio Di Pumpo, che si è detto rammaricato per l’assenza della Capitanata e soprattutto di Castelfiorentino, situato proprio in agro di Torremaggiore, dove l’Imperatore morì il 13 dicembre 1250.
“Il film, che intende raccontare Federico II come un uomo del 1200 capace di trovare soluzioni a questioni che ancora oggi sembrano insormontabili, rischia però di risultare incompleto senza il riferimento ai luoghi simbolo della presenza federiciana in Capitanata”, ha aggiunto. “Penso a Castelfiorentino nel territorio di Torremaggiore, al Castello di Lucera, al Palazzo Imperiale di Foggia, a Castelpagano ad Apricena e al Castello di Monte Sant’Angelo: siti che rappresentano una parte fondamentale della storia e dell’eredità culturale dello Stupor Mundi”.



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