In arte Toni Santagata, nella vita Antonio Morese, nato e cresciuto con l’amore per la sua terra a Sant’Agata di Puglia (da cui il nome) nel dicembre del 1935.
Cantautore, compositore, conduttore in radio e TV e famoso cabarettista, Toni si è spento all’età di 85 anni il 5 dicembre 2021, scavando un vuoto tra i compaesani e chiunque si sia lasciato affascinare da quel caratteristico stile folk che l’ha reso famoso nel mondo. Un uomo, un artista, l’anima di una Puglia che ha sempre portato in giro con orgoglio diventandone ambasciatore.
Sant’Agata gli resta sempre nel cuore, per questo anche dopo che si trasferisce a Roma, rimane qui la sua residenza. A Napoli, dove si trasferisce per studiare Giurisprudenza, fonda il suo primo gruppo, per poi giungere nella capitale. E’ qui che il suo estro artistico prende la meglio e canta canzoni scritte da lui, come “Quant’è bello lu primm’ammore” e “La zita”. E’ il primo a usare il dialetto pugliese con il suo cabaret. Gira il mondo in tournée, questo lo porta ad esibirsi diverse volte al Madison Square Garden di New York.
Santagata viene descritto come una persona solare, nostalgica, ricca di uno spirito intriso di identità. Un forte legame si sente tra il cantautore e Manfredonia, dove alla commemorazione del suo chitarrista Pino Rucher, il 5 ottobre 2008, inviò un commosso ricordo del collega.
Toni Santagata ha mostrato non solo all’Italia i risvolti che il dialetto può avere, in un recupero mai aggressivo, quanto più candidamente sdoganato. Un uomo che ha regalato ai suoi compaesani la gloria del concetto di appartenenza, identificandosi con l’amore e il rispetto per la sua terra natale.
Sant’Agata di Puglia ha dedicato, non molto tempo fa, un’intera via, quella che introduce al paese, ad una canzone del cantautore pugliese, illuminando così il passaggio di cittadini e visitatori con una forma di racconto che oggi, dopo la scomparsa del cabarettista, resteranno lungo la strada come installazione permanente.
“Abbiamo realizzato un progetto luminoso che riproduce alcuni versi di un suo brano dal titolo “E mi vien voglia”. Tutte le sere si accende e l’abbiamo allestito lungo la strada in cui si trova la sua abitazione - commenta a l’Attacco il Sindaco Pietro Bove -. L’ultimo ricordo che ho è la sua gioia, che ha manifestato quando gli è stato dedicato questo progetto luminoso, organizzato dal Comune di Sant’Agata. Telefonicamente mi ha espresso grande gioia per questo e mi chiese di inviargli un video per mostrargliele. Lo stesso è stato poi trasmesso anche sulla Rai durante una delle sue ultime interviste. Era entusiasta di Sant’Agata, l’espressione massima di questo legame è stato il fatto che si sia dato come nome d’arte quello del paese che gli ha dato il natale”.
Santagata è ricordato con affetto, lo stesso che con le sue canzoni in dialetto ha mostrando durante i suoi viaggi e le trasmissioni televisive. Una vita passata a valorizzare una realtà, le sue peculiarità, scatenando grandi attenzioni tra gli anni Settanta e Ottanta. Un viaggio che attraverso le sue canzoni e quel legame profondo con il territorio, da Sant’Agata a Manfredonia e via per tutta la provincia, l’ha portato a sperimentare, non arrendersi. Una terra che l’ha temprato e che gli permesso di arrivare alla televisione, alla recitazione e al mondo della musica, che tanto gli è appartenuto.
“E’ stato il testimonial di Sant’Agata di Puglia in Italia e nel mondo - prosegue il Sindaco -. Una promozione costante. La nostra identità ce l’abbiamo sempre ben viva e precisa. Lui ha cantato Sant’Agata, molti testi contengono ispirazioni prese dal luogo in cui ha trascorso l’infanzia. Non mancava di venire a Sant’Agata, molto orgoglioso di sottolineare il fatto che non abbia mai tolto da qui la residenza. Nei tempi in cui era al massimo della sua carriera comunque si scriveva in napoletano, lui è stato il primo e ha preso altre strade. E’ stato sempre un pugliese convinto, esprimendo con esso la sua musica. La Puglia gli deve un tributo importante”.
Oggi si terranno i funerali a Roma, presso la Chiesa degli Artisti e anche Sant’Agata ha proclamato lutto cittadino. “Abbiamo pensato di fare una veglia oggi, con la partecipazione dell’amministrazione per ricordare Toni - conclude Bove -. Poi sarà ricordato con una serie di iniziative come merita. Di ricordi e aneddoti ce ne sono tanti, ma posso dire che Toni arricchiva Sant’Agata di Puglia e oggi si sente più solo questo paese. Ci ha lasciato un patrimonio incredibile di scrittura e musica e continueremo a ricordarlo attraverso le sue opere”.
L’addio di Orsara, Lecce: “Se ne va un amico, un grande artista”
“Toni Santagata era diventato cittadino onorario di Orsara di Puglia, il Comune organizzò una cerimonia durante la quale gli furono consegnate simbolicamente le chiavi della città. Due anni fa, fui davvero felice di averlo al mio fianco durante un viaggio istituzionale in Svizzera per incontrare le comunità pugliesi all'estero e festeggiare con loro la Festa della Repubblica. Se ne va un amico, un grande artista, un uomo capace di farsi ambasciatore di alcuni degli aspetti più autentici della cultura pugliese”. Con queste parole, Tommaso Lecce, sindaco di Orsara di Puglia ricorda il cantautore che ha segnato un tassello importante nella cultura pugliese. Attore, cantante e anima di una terra che ne ha abbracciato le peculiarità. Uno spirito legato alla provincia di Foggia e a quel dialetto oggi più apprezzato.
“E' stato anche testimonial della nostra Festa del Vino 2014, in una delle edizioni più riuscite della manifestazione che, da oltre trent'anni, dedichiamo a tradizione e innovazione della filiera vitivinicola di Capitanata. Per mezzo secolo, attraverso le sue canzoni, ha portato avanti una vera e propria azione di marketing per il vino e per i prodotti pugliesi in tutto il mondo - prosegue Lecce -. A Toni Santagata ci legava un rapporto di ammirazione e di amicizia”.
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